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Il sentiero dei Kaiserjaeger

Dopo anni di spiaggia e mare, il Sentiero dei Kaiserjaeger è stato per motivo di tornare tra i monti.
Una camminata non eccessivamente impegnativa, alla portata di tutti ma molto gratificante ed interessante, dal momento che percorre gli antichi sentieri di guerra dell’esercito austriaco.

Sentiero dei Kaiserjaeger
Sentiero dei Kaiserjaeger

Calzettoni, scarponi e zaino in spalla, e dal parcheggio più alto di Passo Falzarego, a pochi chilometri da Cortina d’Ampezzo, inizia il percorso, seguendo il sentiero 402, che da subito si presenta in salita. Dopo pochi minuti si raggiunge un bivio, a sinistra inizia il Sentiero dei Kaiserjaeger (Alpini austriaci), che porta fino alla cima del monte Lagazuoi, a più di 2700 mestri di altezza.
Il sentiero è semplice ma in parte attrezzato con corde metalliche, per via di alcuni tratti di ferrata lungo il percorso. 
Se non amate camminare la funivia ai piedi di Passo Falzarego vi può portare direttamente al rifugio senza fare nessuna fatica e lasciandovi ammirare un paesaggio stupendo.
Prima di iniziare munitevi di pila e, se lo ritenete necessario, di casco (per visitare le gallerie) e corde per i tratti più impegnativi, ma ad essere onesta, non ho utilizzato nè il primo nè la seconda!
Circa a metà del Sentiero dei Kaiserjaeger è necessario attraversare un ponte sospeso, ricostruito dove prima sorgeva quello originale austriaco, di cui si possono ancora ammirare gli ancoraggi.
Durante la salita si può decidere di fare una piccola deviazione sul percorso e visitare la prima galleria di guerra, resa sicura e visitabile. Sembra di fare un salto indietro nel tempo e scoprire un vero museo all’aperto.
Arrivati in cima al piccolo Lagazuoi il paesaggio si apre, tanto da farti sentire piccolo di fronte a quei colossi della natura, per un attimo ti guardi intorno ed apprezzi veramente cosa sia la libertà e l’orgoglio di aver conquistato la vetta.
Arrivati al rifugio d’obbligo una fetta di Strudel non me l’ha negata proprio nessuno, anche se non era il migliore che io abbia assaggiato, dopo la camminata ci stava tutto!
Il ritorno è meno faticoso se si scende per il sentiero a destra del rifugio (dove si possono visitare una serie di piccole gallerie ben mantenute) e non per la famosa Galleria Lagazuoi, per la quale è caldamente consigliato il casco e una buona pila.
La Galleria è lunga un chilometro e una volta percorsa si incontra poi il sentiero 402 che vi riporterà all’auto. Io credo di essere stata l’unica non trovare l’imboccatura della galleria dal rifugio ma a metà discesa, e percorrerla in salita per metà!! Gli calini sono irregolari sia in lunghezza che in altezza, quindi ve la sconsiglio in salita, a meno che non siate dei veri e proprio masochisti!
Lascio commentare a voi lo spettacolo della vista…a me ha letteralmente tolto il fiato.

 

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno. Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.

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