L’importanza del come e non del quanto

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“Non essere invidiosa di chi viaggia di più, perché l’importante non è il quanto ma il come”.

Parole sagge, che mi sono state dette da una persona molto vicina a me e che mi hanno fatto pensare molto. Troppo spesso guardiamo la time line dei social network ammirando e anche un po’ invidiando quelle vite fantastiche che fa la gente, senza sapere cosa si nasconde dietro il sorriso stampato su una foto modificata.

Io pecco di invidia e non mi vergogno a dirlo. Sono umana e ho i miei punti deboli, se penso che alle volte faccio fatica a regalarmi un weekend da qualche parte, mentre nel mondo c’è sicuramente qualcuno che parte per qualche mese in viaggio, beh, non so a voi, ma a me sale un po’ di nervoso.

C’è stato un tempo in cui avrei voluto non mettere radici da nessuna parte, che avrei voluto vivere la mia vita tra centinaia di aeroporti, spendendola a conoscere il mondo, ma poi le cose cambiano e così è cambiato anche il mio modo di viaggiareSe prima avevo una voglia frenetica di visitare luoghi e di prendere aerei, ora comincio ad apprezzare di più la qualità del viaggio, piuttosto che la quantità dei viaggi in un anno.

Ho iniziato a lavorare appena uscita dalle scuole superiori, facevo la barista fino alle 3 del mattino in un pub, guadagnavo poco, ma erano i miei primi soldi, rappresentavano un piccolo passo verso la mia totale indipendenza. Poi è arrivato il lavoro in aeroporto, dove ho preso coscienza di un mondo che avevo sempre vissuto da passeggera, senza sapere cosa ci fosse veramente dietro. Un periodo istruttivo, che mi ha permesso di prendere più consapevolezza su molte cose e anche di scrivere uno dei miei articoli più letti sul perché è importante fare il check-in online e il mio piccolo e-book infografico dal titolo Manuale Aeroportuale.

Poi sono partita per l’Australia con il Working Holiday Visa, con 2mila euro in conto corrente e la speranza di trovare un lavoro al più presto. Di lavori ne ho trovati due e credetemi se vi dico che non ho mai lavorato così tanto in vita mia. La mattina in bar, la sera in pizzeria, praticamente tutti i giorni della settimana, per mesi, finché i soldi non sono diventati sufficienti per partire per un mese e mezzo.

australia-sydney

Quel viaggio tra Samoa, Fiji e Nuova Zelanda è stato il più bello di sempre, proprio perché avevo faticato per potermelo permettere.

Lo sapete perché esiste il danno da vacanza rovinata? Perché si considera il viaggio come un momento importante, un momento in cui chiunque può staccare la spina dalla sua vita quotidiana e regalarsi del tempo per sé stesso e per le proprie passioni.

L’acquisto di un biglietto aereo è una soddisfazione incredibile, se si è sudato per poterlo comprare. L’apertura del classico salvadanaio a porcellino, dopo mesi di attesa e di risparmio, la consapevolezza che il momento della partenza è vicino, dopo averlo sognato tanto è così emozionante, che dà a quel viaggio un valore doppio.

Spesso ci dimentichiamo che noi, rispetto ai nostri genitori e ai nostri nonni, abbiamo la fortuna di vivere in un momento del mondo in cui viaggiare è facile, dove l’acquisto di un biglietto aereo costa la fatica di un click e non è più un lusso di pochi.

Come spesso accade, però, quando una cosa ce l’abbiamo, non riusciamo ad attribuirle il giusto valore. I voli costano poco, esistono milioni di app e siti internet che ti aiutano a trovare l’offerta migliore per l’alloggio, ma una volta lì? Che cosa vuoi vedere?

Vi siete mai chiesti perché viaggiate? Io credo sia una domanda cruciale per chi ama il viaggio. Badate bene non ho detto “vacanza” ma viaggio.

Viaggiare è un regalo che ognuno dovrebbe fare a sé stesso, perché non è solo spostarsi da un posto all’altro e tornare a casa con una scheda SD piena di foto, è conoscere la cultura di altri paesi, comprenderne e studiarne la storia, capire le usanze e i costumi, ammirarne la natura. Viaggiare è un insieme di moltissimi elementi e quando capite questo, capite anche che non ha importanza quanti viaggi facciate all’anno, ma come li vivete.

importante-come-non-quanto

Se devo dirvi la verità, nonostante creda profondamente in quanto ho appena detto, continuo a far fatica a non invidiare chi con estrema facilità si sposta nel mondo con frequenza, ma anche io ho le mie debolezze, che volete farci.

Se da una parte la mia anima nomade soffre nel vedersi costretta a non potersi muovere, per motivi che possono essere legati al lavoro, a delle spese improvvise per la casa o a quello che volete, dall’altra so che apprezzerò il “viaggio dell’anno” molto di più di chi viaggia continuamente e che, presto o tardi, aspirerà a una vita un po’ più tranquilla e sedentaria, per pure questioni fisiologiche. Viaggiare stanca, non si può negare.

Lavorare è una fatica, ma ti permette di apprezzare molto di più le cose che i soldi guadagnati ti permettono di fare, ecco perché quando scelgo la destinazione del mio prossimo viaggio, non la scelgo mai a caso. Non mi interessa andare in un posto “perché fa figo andarci”, mi interessa andarci perché in quel momento è il luogo che voglio conoscere.

Viaggiare è qualcosa di molto personale e l’invidia non è giustificata proprio perché il viaggio di un altro, non potrà mai essere come lo vorreste voi e come lo vivreste voi.

Ognuno di noi deve trovare la propria dimensione, il proprio “come”, il proprio “dove e quando”, ma soprattutto, dobbiamo ricordarci sempre della sensazione che si prova quando, all’alba di un nuovo viaggio, ci guardiamo indietro e capiamo che gli sforzi fatti in precedenza sono finalmente ripagati, in un viaggio che ci ricorderemo per sempre.

Liz

Liz

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno.
Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.
Liz

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