Isole Samoa: Upolu

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Ci sono dei momenti nella vita in cui le situazioni che si vivono non sembrano avere soluzione, ci si sente incapaci ed impotenti ed il rischio più grande a cui si può incorrere è quello di arrivare a perdere la concezione che si ha di sè stessi. Per fortuna esistono persone pronte e ricordartelo, e oggi una di queste persone lo ha fatto per me, è stata, per un attimo, lo specchio della mia vita e dei miei desideri, e dei miei sogni. Sono bastate poche parole è in un attimo ho riscoperto dentro di me quella passione che avevo smesso di coltivare per colpa di agenti esterni poco positivi.

Io amo viaggiare, amo la sensazione di libertà che mi dà l’infinità dell’oceano, così affascinante, così potente e meraviglioso anche nei suoi lati più oscuri…e allora dove vi porto oggi? Oggi vi voglio portare in due piccole isole che ho visitato durante il periodo in cui mi sono trasferita dall’altra parte del mondo: Le Isole Samoa.
Le isole sono essenzialmente due: Upolu e Savai’i. La prima delle due è la più all’avanguardia grazie all’aeroporto internazionale di Apia che ha aiutato moltissimo lo sviluppo del turismo nelle isole, la seconda rappresenta di più la vera natura e cultura della popolazione che ci abita.
L’aeroporto di Apia è talmente piccolo, nonostante sia internazionale, che la pista viene attraversata a piedi, senza quindi l’ausilio di un mezzo. Non ci si può sbagliare: da una parte si entra in pista dall’altra si esce, molto semplice!
Una volta arrivati, ed aver passato i controlli doganali, ci aspettavano all’uscita due dipendenti del resort che avevamo prenotato per 5 notti. Ci hanno caricato su un furgone non proprio nuovissimo e abbiamo iniziato l’avventura. Le strade sono prive di illuminazione e pullulano di cani randagi. L’asfalto sulle strade è una novità per l’isola, così come lo è anche la guida a sinistra e il cambio del fuso orario.
Eh già, dalla fine dell’anno 2011 le isole Samoa hanno acquisito lo stesso fuso orario della Nuova Zelanda, abbandonando quello precedente che seguiva l’orario delle Samoa Americane.
Il resort che avevamo scelto era modesto, al sud dell’isola. I soli ospiti eravamo noi ed una coppia di australiani molto vivace con cui abbiamo passato dei gradevoli pomeriggi. Il tempo non c’è stato favorevole e non abbiamo potuto godere del fantastico sole che caratterizza queste zone, ma nei pochi giorni che siamo rimasti lì abbiamo visitato la città di Apia, che per alcune costruzioni ricorda molto l’età coloniale.
La strada che collega la città con l’aeroporto è stata definita da James Michener “la strada più bella del Pacifico”. Apia è una città in crescita, si sta modernizzando da poco ma ci sta riuscendo bene.
al centro della città si erge una torre dell’orologio, monumento realizzato in memoria dei caduti della seconda guerra mondiale. La torre aiuta il turista ad orientarsi in città, rendendo facilmente raggiungibili i due mercati della città, quello di bigiotteria e quello agroalimentare.
Elemento importante della città è il famoso Aggie Grey’s Hotel. che prende il nome dalla sua proprietaria famosa per aver avuto un carattere scontroso. Alloggiare qui è decisamente dispendioso vista la sua fama e la presenza di Vip, ma il bar dell’albergo presenta prezzi alla portata di tutti. Ad ogni modo accanto all’Hotel c’è un bar-pizzeria frequentato dalla gente comune, che si affaccia sulla strada principale Beach Road.
La conformazione della città segue la figura della baia, la quale è costeggiata da un camminamento che risente un po’ del passare del tempo ma è perfettamente percorribile. Guardando l’oceano e camminando verso destra si incontrano, dopo il mercato del pesce e la stazione degli autobus, il Matafaaa Mausoleum, sul quale scarseggiano le informazioni, la vecchia e la nuova sede del Parlamento.
Apia, nonostante la sua piccola estensione, ospita anche il Museo delle Samoa, (che noi sfortunatamente non abbiamo potuto visitare perchè la dipendente che aveva le chiavi del museo non è potuta venire perchè aveva bucato una ruota!!) ricco di materiale fotografico e documenti che testimoniano e narrano le tradizioni e la cultura della gente locale.
Una spiaggia che volevamo tanto visitare, ma non c’è stato permesso sia a causa del tempo che dei mezzi pubblici (scoprirete che i samoani non hanno dei veri proprio orari, e che il weekend è sacro e non si lavora, quindi non ci sono autobus!) è Lalomanu beach, conosciuta per essere una delle spiagge più belle dell’isola se non in assoluto la più bella. Caratterizzata da una sabbia bianchissima e paesaggio indubbiamente mozzafiato, secondo quanto ci siamo potuti informare, come tutti i luoghi turistici ha i prezzi abbastanza alti, ma visitarla no costa nulla! Meglio comunque avere un mezzo proprio!

Liz

Liz

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno.
Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.
Liz

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