Nacimento- dove il turismo non c'è
Europa,  Spagna

La Spagna non turistica: la cittadina di Nacimiento

Sulla strada che da Fort Bravo (Desierto de Tabernas) porta a Granada, deviando leggermente dalla strada principale, si incontra un paesino: Nacimiento.

Non se ne parla nelle guide turistiche, non ha strabilianti basiliche da visitare e monumenti da fotografare, Nacimiento ha solo sè stesso e la sua gente. 

NacimientoLa strada non è difficile da percorrere, una volta arrivati è meglio lasciare l’auto fuori dal paese se non volete rischiare di incastrarvi tra le stradine strette, come ha quasi fatto la sottoscritta.

Le case sono tutte dipinte di bianco, con i tetti piatti, sembra quasi di visitare un paesino di mare se non fosse per le montagne tutte attorno. Fermo tre signore anziane per sapere dove trovare un bar, mi rivolgo a loro in modi molto gentili, non solo per la loro età, ma perché ho come la vaga impressione che non siano abituati ad avere visite.

Chiamandomi “mujer” una delle tre signore mi indica la strada per il “bar della piazza” (credo l’unico bar in assoluto), mi dice che “non mi sarei potuta sbagliare” e, credetemi, non aveva torto!

zollette di zucchero NacimientoEntrando nel bar gli abitanti ci guardano con fare sorpreso, è evidente che gli stranieri non sono soliti venire da queste parti. Il barista mi osserva, mentre gli chiedo un caffè macchiato, con fare confusionario mi chiede come voglio il latte e mi prepara uno dei caffè più buoni che io abbia mai bevuto in Spagna.

Ci sediamo sui tavoli fuori, dove la postina del paese stra intrattenendo una colorita conversazione con uno degli anziani riguardo le bollette da pagare. Lei è una signora abbastanza in carne che sa il fatto suo, nemmeno si scompone quando le chiedo di togliere il braccio dalla sedia dove mi sarei dovuta sedere.

Qualche tavolino più in là, una ragazza suona la chitarra accompagnando la melodia con la sua voce. Uno strano mix, c’è chi discute e chi canta, a distanza di circa due metri l’uno dall’altro.

Ascoltiamo in silenzio le conversazioni, assaporando l’atmosfera rustica e viva di quel piccolo paese assolutamente non turistico, che conserva ancora la sua piena identità spagnola, fatta di tradizioni e di chiacchiere al bar del centro.

Paghiamo il caffè, il barista mi dà le chiavi del bagno, dimenticandosi, evidentemente che non ce n’è bisogno, dal momento che la toilette non ha la porta dell’antibagno. Una bionda a Nacimiento è, a quanto pare, un caso abbastanza raro.

Fontana di NacimientoQui è impossibile perdersi, viste le dimensioni della cittadina, ma sarebbe bello poterci riuscire. Nelle strade si incontrano delle fontane piastrellate, o per lo meno è quello che sembravano.

La vista sulle montagna dà un senso di pace, le strade un po’ in salita non disturbano la passeggiata, il silenzio disturbato dal chiacchiericcio del bar in lontananza fa sorridere.

Se cercate un posto non turistico in Spagna, passate per di qua, fate le foto in maniera discreta, senza dare fastidio agli abitanti e godetevi questo piccolo batuffulo di neve in mezzo ai monti.

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno. Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.

4 commenti

  • Pellegrino Paolo Eretico

    Sembrerebbe la descrizione di un paese del sud Italia. Le montagne smentiscono questa mia immagine, la tua é più solare e silente, sembrerebbe un presepe vivente.

  • Emmanuel

    Molto delicato questo ritratto di un posto inconfutabilmente suggestivo … Appartiene alla categoria dei luoghi che amo incontrare sul mio cammino girovagando per il mondo, luoghi che “hanno solo sè stessi e la loro gente”, per l’appunto. Quindi, hanno tutto …. Luoghi veri abitati da individui veri … Il turismo li depauperebbe di questa loro ricchezza …

    • Liz

      Sono d’accordo, a questo proposito, infatti, ero un po’ dubbiosa se scriverne o no, proprio perchè posti così meritano anche di essere lasciati nascosti… ma mi aveva troppo colpito per non parlarne!

      • Emmanuel

        … infatti, questo è il rischio che si corre … o meglio, che si rischia di far correre a questi luoghi previlegiati (e ai loro abitanti) … Mi è accaduto – nel passato – che mi venisse richiesto espressamente (dagli autoctoni) di non divulgare informazioni circa quei tali luoghi che avevo “scoperto” casualmente … “Ne goda pure interiormente – mi dicevano – ma tenga per sè dettagli e immagini fotografiche … il nostro desiderio è quello di continuare a vivere così come siamo vissuti sino a oggi … in pace … lontano dalla civiltà …” … Intendevo perfettamente …
        PS – Ne mio testo più sopra sono incorso in un errore di battitura: “depaupererebbe”, non “depauperebbe” … chiedo umilmente venia, cospargendomi il capo di cenere …

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