Europa,  Italia

Pulenta e Bruscitt , Amaretti di Gallarate e la campagna milanse

Diciamo che Milano non è la mia città preferita, ma avevo un buon motivo per andarci…
Ho prenotato il biglietto del treno online riuscendo a sbagliare pure la data (meno male che faccio biglietti aerei tutti i giorni!), ad ogni modo dopo diversi cambiamenti era fatta: partenza lunedi alle 18.10 per Milano Centrale con Freccia bianca, e ritorno la sera del giorno dopo alle 23.30 a Venezia.
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Il mio posto era 1D in carrozza 8, ed è risultato essere il posto più scomodo del vagone. Il mio era un posto finestrino in fila da tre, e sfortuna ha voluto che giusto sul posto corridoio si sedesse un’altra persona, il mio primo pensiero è stato “ecco io devo anche andare in bagno e adesso mi tocca romperle le palle”. 
Mi ero munita di libro da leggere, mi aspettavano due ore e mezza di treno prima di arrivare a destinazione. La mia cara compagna di viaggio ha deciso di attaccarsi da subito al telefono. Piano B: accendere l’IPod, mettere le cuffiette e isolarsi con la musica di Einaudi, forse così sarei riuscita a leggere. Penso abbia parlato un’ora al telefono con la stessa persona, elogiandosi per le sue capacità lavorative. Io sono riuscita a leggere 217 pagine. Ormai il sole è calato, e raggiungiamo Milano con il buio. Milano, purtroppo, l’ho sempre ritenuta una città triste, ed raggiungerla avendo come sfondo le case popolari e la vecchia stazione abbandonata non ha fatto altro che alimentare le mie sensazioni a riguardo. La stazione di Milano Centrale è però molto moderna, grandi schermi pubblicitari cercando di convincerti a comprare un Samsung S3, il primo telefonino pensato per gli umani (?!?). L’amica che ero andata a trovare, Federica, l’ho conosciuta a Sydney, e ci siamo sempre tenute in contatto promettendoci di rivederci una volta che entrambe fossimo tornate in Italia. Ed eccoci qui, dopo mesi distanti ci siamo riabbracciate e quasi ci son cadute due lacrime. Con lei aveva un sopresa: Fulvio, un pazzo quarantenne che ci ha reso la permanenza in Australia piacevole e fuori dagli schemi!

Chiesa di Sant’Eugenio a Tornavento

Siamo andati a mangiare Sushi. Per usare un francesismo diciamo che non mi è piaciuto, ma abbiamo rimediato con un gelato artigianale in Via Marghera. 
Quando sono le undici io e Federica ci congediamo da Fulvio e partiamo per Magnago, una piccola cittadina a nord-ovest di Milano dove lei abita.
Il mattino dopo ci svegliamo con calma, e Federica mi porta a visitare Tornavento. Questo paesino in provincia di Varese è costituito da un bar, un ristorante, la Chiesa di Sant’Eugenio, qualche casa, e una vista spettacolare. Dalla terrazza di fronte alla Chiesa e al Ristorante, si può ammirare un paesaggio di colline meraviglioso. In lontananza si scorge un ponte di ferro e Federica mi spiega che da quel punto in poi inizia il Piemonte. 
Il pomeriggio lo dedichiamo a Busto Arsizio e Gallarate.

Tornavento

Busto Arsizio è una borgo medievale in provincia di Varese. La piazza di San Giovanni e di Santa Maria sono da visitare. E’ bello potersi perdere tra le antiche vie e, perchè no?, dare un’occhiata alle vetrine. Sotto i portici, a qualche via da piazza san Giovanni, Federica mi mostra la Pasticceria Campi dicendomi che è famosa per il dolce tipico di quei luoghi: Pulenta e Bruscitt. Decidiamo di entrare e ordinarne una ciotola, non era ammissibile arrivare fin qui e non assaggiare il dolce tipico! Lo accompagniamo ad un paio di caffè.

Pulenta e Bruscitt

Non sono riuscita a trovare la ricetta di questo dolce, quindi cercherò di descrivervelo meglio che posso: alla base una mousse di cioccolata, la qualche viene coperta da uno sottile strato di pan di spagna (anche se non ne sono sicurissima), il quale a sua volta presenta sopra di sè panna e gocce di cioccolato, per finire in bellezza un tetto di crema pasticcera, con delle noccioline (o per lo meno io le ho identificate così) caramellate ai bordi. Una spruzzatina di cacao al centro e il gioco è fatto! Una delizia per il palato ed un mattone per lo stomaco!


Ultima tappa della giornata Gallarate. Città decisamente più moderna e anche molto più trafficata, ma un’area pedonale verso il centro permette una passeggiata lontano dallo smog. Palazzi moderni si affacciano sulle strade, uno in particolare ci colpisce con la sua terrazza circolare all’ultimo piano. 
Nel cuore di Gallarate è impossibile ignorare la Pasticceria Bianchi specializzata negli “Amaretti di Gallarate”! 3 euro un sacchettino con 8 amaretti. Dopo aver fatto il pieno di zuccheri a Busto Arsizio ho dovuto aspettare il giorno dopo per assaggiarli, ma devo dire che il loro gusto delicato si sposa alla perfezione con la loro croccantezza. 
E’ tempo di tornare. Da Gallarate prendo il treno con direzione Milano Centrale (rischiando di perderlo!!), per poi prendere il Freccia Bianca delle 21.05 con destinazione Venezia Santa Lucia.
Milano non mi mancherà, ma i dolci della provincia di Varese e la compagnia di Federica sicuramente si. I paesi di campagna rappresentano la vera vita italiana, dove ancora le tradizioni sono alla base dell’educazione, e dove le strade medievali si uniscono con la modernità della società. Non fermatevi alle capitali e alle grandi città, scendete in profondità, che i veri tesori nascosti si trovano proprio lì.






Liz

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno. Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.

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