Riflessioni

Quella voce assordante che ti dice “vai, parti”

vocina che ti dice "vai, parti"“Sei sempre in giro”, è vero.

Non faccio viaggi di mesi, magari sto via solo qualche giorno ma, è vero, sono sempre in giro.
È una malattia chiamata viaggio, dice Farah, è una voce assordante che ti dice “vai, parti”, un impulso che parte prima dallo stomaco fino a diventare un’idea, un pensiero fisso, impossibile da ignorare. E, infatti, chi lo vuole ignorare?

UN BISOGNO…

Di scuse per non viaggiare se ne inventano tante, io, le scuse, piuttosto, me le trovo proprio per partire il più frequentemente possibile. Un amico da andare a trovare, una tariffa bassissima per quella città che non vedevi l’ora di visitare, un weekend libero, il regalo di laurea a me stessa o anche quello di compleanno, l’onomastico? Mmm, no forse non esiste Santa Liz, ma sarei capace di inventarmelo.

Essere un animo inquieto, l’ho detto tante volte, non è facile, è una dannazione, capace di regalarti momenti meravigliosi e altrettanti di insofferenza. Quest’anno me ne sono andata in giro parecchio, nonostante il mio stipendio si sia ridotto della metà rispetto all’anno precedente. Come faccio? Credo sia solo questione di priorità.

C’è chi ha il salvadanaio, io non sarei capace di tenerlo, ci ho provato tante volte, ma con la memoria che ho, mi dimenticherei di riempirlo, piuttosto evito di spenderli uscendo la sera, comprandomi da vestire. Ora che ci penso sarà almeno un anno che non mi compro qualcosa da vestire.

…UN SOGNO…

La mia è una necessità, un bisogno quasi viscerale di muovermi, di staccarmi da tutto ciò che rappresenta la mia routine e che rischia di uccidermi, mano a mano che passano i giorni. Sono una che sogna, sempre, anche ad occhi aperti, a Parigi ho saltato la mia fermata della metro, per il fatto che mi perdo nei miei pensieri, in continuazione.

Ad un pensiero ne segue sempre un altro, fino ad arrivare ad una catena di riflessioni miste ad idee spesso pazzesche, che mi hanno fatto diventare quella che sono oggi. Il mio procedimento decisionale, prima dell’acquisto di un biglietto aereo, dura in media un paio d’ore. L’istinto ha sempre la meglio, mentre il conto in banca si fa un pianto ogni volta che tiro fuori la carta di credito dal portafogli.

È così dannatamente facile comprare un biglietto aereo.

…E POI BASTA ASCOLTARSI

Quella vocina è lì “vai, parti”. Inizia piano per poi diventare assordante, insistente. Poche volte mi è capitato di ignorarla e, spesso e volentieri, non era nemmeno per mio volere.

State distanti da chi ha il “culo che pesa”, da chi preferisce la poltrona di casa a quella di un aereo in viaggio per non so dove con vista finestrino, diffidate di chi, solo perché non è in grado di sognare, cerca irrimediabilmente di distruggere i vostri di sogni.

Toglietemi tutto, ma non i miei viaggi.

 

 

Photo by: Kinga LeftSka

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno. Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.

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