Si può perdere la voglia di viaggiare?

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Fuori piove.

Mi piace guardare la pioggia che bagna i vetri, crea come dei disegni fatti di gocce.

Tempo malinconico quello della pioggia, induce irrimediabilmente a pensare, a porsi in uno stato di silenzio dedicato solo a sé e ai propri ragionamenti. Negli ultimi mesi mi sono domandata se si può perdere la voglia di viaggiare, la risposta mi spaventa un po’.

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Perché me lo domando? Perché ho avuto la sensazione che la risposta alla domanda fosse sì, perché vedevo l’immagine di me nel weekend dormire fino a tardi e non aver voglia di cercare un volo aereo. Strano eh? Non avrei mai detto che mi succedesse, ma credo che lo stress possa indurre anche a questo e la mia vita da travel blogger, ormai la conoscete abbastanza bene, quindi potete capire.

Se il weekend era per me motivo per viaggiare spesso e con poco, in questo momento della mia vita è una parentesi di calma, dove la sveglia non c’è e non ho nessun impegno impellente. Personalmente credo che ogni tanto faccia bene…forse.

Comunque, non credo che si possa perdere la voglia di viaggiare, credo che esistano dei periodi di transizione, nei quali le cose cambiano e migliorano, ma bisogna fermarsi un attimo prima di proseguire, bisogna fermarsi ad osservare per poi ripartire con il piede giusto.

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Ci vuole tempo, ogni tanto bisogna dare una rallentata alla vita e sedersi su una panchina di un parco a guardarsi attorno, chiudere poi gli occhi e lasciar scorrere i pensieri, mettere a fuoco i punti, fare delle valutazioni… evitando di prendere sonno, magari.

A marzo torno a Londra per la terza volta, un weekend, e mi stavo dimenticando di fare il check-in online, cioè, io che mi dimentico di fare il check-in online… è evidente che ci sia qualcosa che non va.

Ma la voglia di viaggiare non si può perdere, sembrerebbe che ci sia pure un gene che stabilisce se saremo viaggiatori o pantofolai, per cui, possiamo stare tranquilli, certo è, però, che ogni tanto starsene a casa, senza fare e disfare valigie ogni weekend, non è poi così tanto male e ve lo dice una che questa vita la fa da un anno, per motivi personali.

Lo so, lo so, è un discorso un pochettino pesante, mi sono accorta che il vostro angolo sinistro della bocca si sta leggermente contorcendo in una smorfia a metà tra il “cazzo, è proprio così” e il “ma che diavolo sto leggendo?” … ma, era un po’ che volevo farlo.

CONCLUDENDO

Viaggiare non significa prendere un biglietto aereo l’ho sempre detto, viaggiare significa anche visitare i dintorni della propria città, riscoprire luoghi della propria regione che non immaginavamo neanche esistere, per me viaggiare è stare fuori casa ogni weekend… Sì, certo, fa sicuramente più figo apparire come una persona dalla valigia sempre pronta, come un collezionista di viaggi, che credevo di voler essere una volta, ma mi sono accorta che non sono proprio il tipo.

Libertà significa prendere un aereo e partire, ma libertà significa anche poter decidere di rimanere sul divano un pomeriggio, di dedicare quel tempo ad altro, magari ad un hobby, alla lettura o alla famiglia.

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Non voglio fare la predica a nessuno, ma l’avevate mai vista in questo modo?

Io sono una persona normale e anche se amo viaggiare e ho sempre amato farlo, amo anche starmene a casa in pantofole, girando in mutande e mangiando cioccolata quando so benissimo che non dovrei.

Il fatto che il web abbia etichettato chi scrive di viaggi come un travel blogger va benissimo, ma dovrebbe lasciarsi alle spalle tutti quei contorni che si porta dietro. Anche un travel blogger sta bene a casa, ovvio, dopo qualche settimana comincia a impazzire, a comprare guide e attivare notifiche di aumento e/o diminuzione del prezzo su Skyscanner, ma ricordatevi che, pur sempre, è una persona normale.

La libertà non è poter viaggiare quando si vuole e per quanto si vuole, o per lo meno non è solo questo…

Liz

Liz

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno.
Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.
Liz

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9 thoughts on “Si può perdere la voglia di viaggiare?

  1. Ne parlavamo proprio poco tempo fa, ricordi? Io la voglia di viaggiare non l’ho persa, ma sto cambiando il modo di vederlo, il viaggio. Sto riducendo le distanze (ma chi lo dice che per essere viaggiatore si deve per forza tutte le volte andare dall’altra parte del mondo?) e le durate e cerco di partire più spesso, visitando la mia cara Europa.
    Purtroppo ho sentito discorsi per i quali “non sei un viaggiatore” se non puoi partire per più di un mese (una mia amica con un viaggio prenotato di 1 mese in Argentina è stata definita “una che va a fare una vacanzina”) ma io non credo che sia così. Credo che anche nel viaggio, come in tutte le cose, ci si evolva. Insomma direi che sto passando da una viaggiatrice compulsivo ossessiva a una alla quale il viaggio se lo sceglie e se lo ragiona.
    E ogni tanto un periodo di tranquillità ci vuole, per crescere.

    1. A dirti la verità, Marti, l’idea di questo post è nata proprio dopo quella conversazione con te.
      Ci ho pensato per settimane, fino a che sono arrivata a scrivere questo.
      I discorsi che si fanno riguardo al quanto, come, dove viaggiare per essere definito un viaggiatore, sono discorsi fatti da persone piccole, sono fermamente convinta che ognuno debba sentirsi libero di vivere la propria vita come crede, invece, alle volte ho la sensazione che le persone che scrivono online come noi si sentano come “in dovere” di viaggiare un tot all’anno, altrimenti non va bene. La cosa di cui ci si dimentica e che siamo persone normali, come tante alte, abbiamo un lavoro normale (per lo meno la maggioranza di noi), una vita normale, l’unica cosa che ci differenzia è la voglia (e forse anche l’esigenza) di viaggiare più spesso di una “persona media” (passami il termine), ma proprio perchè siamo delle persone normali, credo che sia anche normale sentire ogni tanto il bisogno di staccare la spina in altro modo, di ritagliare degli spazi della propria vita per riposare la mente. C’è chi va in viaggio per riposare, che vede il viaggio come lo stacco dalla vita quotidiana, io il viaggio lo vedo come un’esperienza, una scoperta del mondo, spesso nei viaggi nemmeno riesco a riposarmi con tutte le cose che mi programmo di fare e vedere… è questa la differenza, nel concetto di viaggio e vacanza.

  2. Elisa, vedo che ti sei risposta da sola. È’ proprio così, viaggiare non è solo prendere un volo, o un treno e andare lontano, ma anche saper scoprire quello che ci circonda. Ed è anche vero che ci sono periodi, o fasi, se preferisci chiamarle così, in cui si ha voglia di raccogliere le idee fermandosi un po’. In quanto a questa storia dell’essere “travel blogger” temo che ne sia nata una maniera distorta di fare “parrocchiette”, quasi un marchio di casta con cui ci si ritiene superiori agli sfigati che non viaggiano.Meglio starne fuori e viaggiare davvero.

    1. Ciao Wanda, abbiamo avuto modo di trovarci d’accordo sotto diversi aspetti della questione e non mi stupisce che succeda anche in questo.
      Mano a mano che passa il tempo mi sto sempre più allontanando da questa concezione di “elite”, amo scrivere di viaggi e vorrei rimanesse un piacere in questo portarle, poi il lavoro è lavoro, quindi è un altro paio di maniche, ma per lo meno qui voglio poter essere libera, in tutti i sensi.

  3. Forse mi aggiungo un po’ in ritardo a questa conversazione, dopo aver googlato proprio le parole chiave di questo bel post.
    Anch’io viaggio spesso, o almeno dovrei farlo, oltre che piacere, anche per lavoro (ricerca antropologica).
    Avrei dovuto fare tre viaggi nell’ultimo mese, spostarmi e scoprire – e lasciarmi impressionare – da città e culture che non avevo mai incotrato… ma al momento di prenotare i voli, di cercare un b&b o un divano, e di puntellare la mia cartina di post-it, ho deciso di cancellare tutto, e fermarmi per un mese… non riesco a lasciare il mio “nido”.
    Persino andare a Londra un week-end a trovare un’amica che non vedo da tempo è diventato difficile…
    Mi sono chiesto, perchè?
    Mentre mi arrovellavo a cercare una risposta “emotiva” a questo problema, ecco trovare questo post, che ho trovato illuminante: il problema non è “aver perso la voglia di viaggiare” ma “aver bisogno di un momento per fermarsi”!!!
    Non ho mai fatto caso a tutto quello che d’impatto un viaggio mi ha lasciato dentro… è un tesoro che mi arrichisce come persona, che diventa la mia eredità per il futuro… un’eredità nello stesso tempo fragile come un seme, che porta i suoi frutti solo a distanza di molto tempo…
    In questa metafora, viaggiare non è spostars, ma è mettere radici altrove…
    Però forse arriva un momento nella vita in cui bisogna fermarsi e riposare, e contemplare tutto il bello che abbiamo vissuto. Un giorno sentiremo di nuovo quel desiderio che è il motore di ogni nostro ANDARE… solo allora viaggeremo ancora, e ancora, e ancora, perchè come dice Proust, “avremo guadagnato nuovi occhi”!
    Parole in libertà… ma grazie per lo spunto! 🙂

    1. Ciao Giacomo,
      questo tuo commento mi ha lasciato senza parole per un minuto, l’ho letto due volte prima di risponderti, ma non posso fare altro che dirti grazie per queste parole, hai colto appieno il significato della mia piccola riflessione, nata da un momento come quello che stai vivendo tu adesso.
      Credo che la voglia di viaggiare si celi dentro di noi, che non muoia mai, ma che vada in letargo una tantum. Saper riconoscere questo momento è importante, bisogna sapersi ascoltare e poi lasciare che la voglia torni a bussare alla nostra porta 🙂 a me è successo, parto a settembre per due settimane, succederà anche a te!

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