Europa,  Spagna

Tenerife in 3 giorni? si può fare!

3 giorni a Tenerife? Sembrano pochi ma perchè no?

Io di certo non mi tiro indietro ad un volo low cost, infatti sono appena tornata da qualche giorno passato nella calda Tenerife, e già sogno di ripartire per stare il più lontano possibile da nebbia e freddo!

Partenza alle ore 14.05 da Bologna con volo Ryanair diretto all’aeroporto di Tenerife Sur, prezzo del biglietto: 144 euro (+treno da venezia 15 euro + biglietto navetta stazione di Bologna-Aeroporto 6 euro)

La durata del volo è di circa 4 ore e mezza e, purtroppo, se scegliete Ryanair mettete in conto fin dal principio che non sarà il viaggio più confortevole della vostra vita. Il boing 737-800 infatti ha file da 3 con sedile non reclinabile, per non parlare degli spintoni da parte dei passeggeri più “impazienti” che fanno letteralmente di tutto per ottenere per primi il posto a sedere. Ma se la comodità del viaggio non è una vostra priorità ed anzi prediligete il low cost, Ryanair è una degli migliori opzioni da scegliere.

Arrivo previsto a Tenerife intorno alle 18, una volta lì avevamo prenotato online un’auto a noleggio e, secondo le istruzioni riportate sulla ricevuta, avremmo dovuto incontrare qualcuno in aeroporto che ci avrebbe accompagnato fino all’ufficio di Orlando Rent a Car. Ci abbiamo messo circa 20 minuti per individuare un pulmino che si era fermato in corsa per farci salire!

Una volta arrivati all’autonoleggio ci vengono consegnate le chiavi di una Fiat Panda con 3 mesi di vita e con 1/4 di serbatoio pieno, al posto di una Renault Clio che evidentemente non era disponibile. (Prezzo dell’auto per 4 giorni: 50 euro). Imboccando l’Autopista del Sur raggiungiamo il paesino di San Andrés, dove avevamo prenotato l’appartamento, in meno di un’ora, ad aspettarci c’è Javier, il proprietario, a cui chiediamo qualche consiglio su dove mangiare il famoso Rancho Canario.

PER APPROFONDIRE: Cosa mangiare alle Canarie

San Andrés non è un paesino turistico, anzi, tutti si conoscono e tutti sono coinvolti nella celebrazione della festa di Sant Andrea, che visto il nome del pueblito dura TUTTO il mese di novembre! La sera quindi assistiamo a canti locali, e sfoggio di costumi d’epoca, un’evento squisitamente tradizionale che nei luoghi turistici è impossibile vedere e vivere nella sua autenticità.

GIORNO 1

Sabato mattina è bel tempo e dedichiamo la giornata al totale relax sulle spiagge di Las Teresitas, una spiaggia bianca la cui sabbia è stata importata dal Sahara.

Las Teresitas Tenerife in 3 giorniIn origine anche questa spiaggia era di sabbia nera, come tutte le spiagge a nord di Tenerife, ma per renderla più ampia si è dovuto ricorrere all’importazione della sabbia del deserto, ad ogni modo, nonostante sia un prodotto dell’uomo e non della natura è decisamente una bellissima spiaggia.

Poco sopra San Andrés, seguendo la stradina che si arrampica su per la scogliera, si arriva ad un altro piccolo paesino, Igueste San Andrés, il quale gode di una vista mozzafiato sull’oceano e di una quiete indescrivibile. Le casette si arrampicano sulla roccia creando sentieri irti e affascinanti, il paese sembra avvolto in una bolla di silenzio, in cui godere della natura diventa quasi un obbligo.

GIORNO 2

La domenica il tempo non è stato dei migliori, una Borrasca, come la chiamano gli spagnoli, si è abbattuta su Tenerife e così con la nostra Panda abbiamo pensato di fare il giro dell’isola, prima tappa: la Orotava.

La Orotava,città dicharata patrimonio culturale e storico-artistico, si trova al nord di Tenerife a pochi passi dalla zona del Parco Nazionale del Teide, patrimonio dell’Unesco.

Tenerife in 3 giorni

La città è particolare per la sua distinzione da nord e sud, vale a dire tra nobili e volgo, che perdura ancora oggi e lo si può vedere dal diverso tipo di abitazioni, per esempio la Casa de los Balcones (singolare appunto per il gran numero di balconi), e l’edificio del Liceo Taoro costruito inizialmente come dimora degli sposi Tomas de AScanio y Méndez de Lugo y Catalina Monteverde y Lugo.

La chiesa Nuestra Señora de la Concepción è interessante da vedere perchè ripropone l’architettura ed il gusto tipico degli abitanti delle Canarie, ed il Mausoleo del Marques de la Cuinta Roja, costruito per lui ma mai utilizzato, a causa del fatto che la moglie e la madre del marchese non vollero fosse sepolto lì.

Scendendo verso il mare, sulla costa si erge Castillo San Felipe, costruito nel XVII secolo dai locali per difendere la città dagli attacchi pirati, è una torre larga munita di cannoni che ora sono collocati nel piazzale di fronte alla porta d’ingresso. A lato del Castillo, Playa Jardin, con la sua sabbia nera e finissima, purtroppo pioveva e l’oceano era agitato e non ho potuto goderne appieno.

DOVE MANGIARE A PUERTO DELA CRUZ SPENDENDO POCO

Decidiamo di fermarci a Puerto de la Cruz per pranzo, e perdendoci per le stradine della città (ovviamente tutte in pendenza!) siamo incappati in un bar chiamato Los Gemelos. Il menù è esposto su di una lavagnetta e scritto col gesso eordiniamo muniti di vocabolario: carne con salsa, Chocos a la plancha, papas arrugadas con mojo, ensaladilla, due caffè, pane, un’acqua e una birra. il totale? 20,50 euro! Da non credere per avere mangiato così tanto e bene.

cosa mangiare alle canarie: seppie in salsa verde

Riprendiamo in mano la macchina e continuiamo il giro dell’isola.

Seguendo la strada che percorre tutta la costa passiamo per Gerarchico, Los Silos, San Bernardo e Buenavista del norte, da cui parte una stradina attraverso la quale si può raggiungere la punta de Teno, meta ambita anche dagli abitanti del posto, il problema sta nella strada da percorrere per arrivarci, un cartello sconsiglia di avventurarcisi in caso di pioggia e vento a causa della probabile caduta di massi. Siamo costretti a tornare indietro visto il brutto tempo e a prendere la strada per Santiago del Teide. La strada in questione si inerpica su per le montagne, e vi sconsiglio vivamente di farla con una Panda se non volete perdere dieci anni di vita, a parte questo è molto suggestiva, ad un certo punto si apre uno scorcio e tra due monti si può intravedere il mare e il sole che si riflette su di esso.

Passiamo sei paesini prima di raggiungere Santiago del Teide da cui ricomincia l’Autopista. Seguiamo la strada e deviamo poi per Playa San Juan che ancora non è intaccato completamente da
l turismo di massa, e da cui si può godere di una vista sull’oceano meravigliosa, meglio ancora se il sole sta calando, come è successo a noi.

Tenerife

Playas de las Americas e Playa de los Cristianos sono due località estremamente turistiche ed addobbate a dovere. Se alloggerete qui non vi mancherà niente, questo è vero, ma vi sembrerà di essere in qualsiasi altra località turistica nel mondo perché sono luoghi privi di identità, costruiti solo ed esclusivamente per un turismo di massa anche piuttosto ignorante.

Allargando un po’ la strada verso la costa, passando per las Galletas e la Costa del Silencio, zone che da poco hanno scoperto la loro vocazione turistica e che quindi risultano meno caotiche delle spiagge di Las Americas e Los Cristianos.

Riprendiamo l’Autopista del sur e, gustandoci il tramonto, facciamo rotta verso casa passando obbligatoriamente, ma non con dispiacere, per Santa Curz de Tenerife, che i locali chiamano “Santa Cru'”.

GIORNO 3

I tre giornia Tenerife sono già passti ed è ora di tornare, ma abbiamo metà giornata da sfruttare ed il nostro obiettivo principale è quello di gustarci, finalmente, un buon Rancho Canario

Prima di raggiungere l’aeroporto per tornare tristemente a casa, abbiamo fatto una deviazione per la città di Guimar, famosa per le sue misteriose piramidi. Queste piramidi a gradoni riscoperte relativamente di recente, non hanno origini precise, suscitano curiosità perchè ricordano molto quelle costruite dai Maya e gli Aztechi in America Latina.

piramidi tenerife

Molte sono le teorie avanzate nei loro riguardi, si pensa infatti fossero semplicemente pietre accumulate dai coltivatori del posto, ma uno studio più approfondito ha rilevato che non potessero essere semplici accumuli di pietre, non soltanto per il loro orientamento astronomico, ma anche per il tipo di pietra vulcanica non reperibile da quella parte dell’isola. C’è chi tuttavia sostiene siano state costruite con il solo scopo di attrarre i turisti e una volta arrivati sul sito si può capire il perchè di questa ipotesi.

L’unico grande rammarico? Non aver visto il Parco nazionale del Teide, il suo vulcano e il paesaggio lunare a causa del mal tempo.

Un’occasione in più per tornarci no?

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno. Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.

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