Viaggiare gratis in cambio di articoli? No, thanks

viaggiare gratis in cambio di articoli
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viaggiare gratis in cambio di articoliLo so, lo so, sto firmando la mia condanna a morte, ma bisogna scrivere per il piacere di scrivere, in primis, non è quello che ci viene predicato in continuazione dagli “esperti di blogging”? Ebbene, io non voglio viaggiare gratis in cambio di articoli, è qualcosa che finora non ho fatto e che non farò mai nemmeno in futuro ed erano mesi che volevo parlarne.

Se già vi stanno venendo i fumi alle orecchie per quello che ho detto e che immaginate possa uscire da questo foglio di carta virtuale, ho come l’impressione che non siano le orecchie il vero problema ma il fuoco che sta bruciando la coda che avete nel posteriore. Detto ciò, voglio solo ricordare che questo è il mio personale punto di vista, che non sto giudicando chi invece la pensa diversamente dalla sottoscritta ma, solo ed esclusivamente, esprimendo un parere, che, in quanto tale, è assolutamente opinabile.

IO TI OSPITO E TU SCRIVI BENE DI ME

C’è chi lo fa e, ovviamente, c’è chi lo chiede, e lo dico perché mi è successo di persona. Albergatori, ristoratori che appena sanno che hai un blog, anzi facciamo un passo indietro, appena sanno che cos’è un blog e poi vengono a scoprire che ne hai uno, la prima cosa che ti chiedono è di scrivere bene del loro locale/hotel. Tra i blogger c’è chi scende a questo compromesso e chi invece no, ai primi voglio dire solo una cosa, dall’alto della mia ignoranza in materia: l’onestà paga, il lettore non è stupido, anzi.

IO TI OSPITO E TU SCRIVI QUELLO CHE VUOI

Spezziamo una mezza lancia a favore di chi invece cerca comunque di risultare onesto, ma (se non faccio l’avvocato del diavolo non mi diverto), ho due domande da porvi, a cui non ho intenzione di fornire risposta:

  1. Non c’è il rischio di essere leggermente condizionati dal fatto che si è ospitati e ci si senta quasi in debito con l’albergatore o chicchessia?
  2. Dal momento che il soggetto ospitante si aspetta una recensione da parte nostra, è probabile che faccia di tutto per rendere il nostro soggiorno piacevole e privo di inconveniente, ma sarebbe stato così se fossimo andati come clienti paganti? La nostra recensione, quindi, risulta attendibile?

Questo onestamente è qualcosa che mi dà da pensare, e quindi torno a sostenere il fatto che viaggiare gratis in cambio di articoli non fa proprio per me.

ONESTÀ A PARTE, IL PIACERE DELLA RICERCA NON C’È?

Altro lato della medaglia che, forse, solo i viaggiatori incalliti potranno capire: il piacere della ricerca. Amo mettermi lì, al computer, magari la notte a cercare il volo più economico, l’hotel o l’appartamento meno esoso, fare i confronti e perdere ore valutando tutte le opzioni perché non è il volo o l’alloggio che importa, ma il viaggio di per sé. Chi ama viaggiare lo sa, che viaggiare gratis non è la stessa cosa, perché il viaggio è un’avventura da costruire giorno per giorno (con programmazione o meno dell’itinerario da seguire),

viaggiare gratis alloggiando in un hotel che non avete scelto voi, facendo cose che non avete deciso voi in prima persona toglie al viaggio stesso quella sua genuinità e quell’imprevisto che lo rende meraviglioso e unico.

Non faccio paternali, o forse un po’ sì anche se non ho l’autorità per farle, ma chi se ne frega, viaggiare gratis in cambio di articoli non è per me, per tutta questa serie di motivi (e dubbi) che vi ho elencato. L’onestà e la trasparenza (e qui mi rivolgo ai blogger o a chiunque scriva online) pagano e pagano bene, ma a lungo termine, siamo quindi in grado di  aspettare?

Liz

Liz

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno.
Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.
Liz

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29 thoughts on “Viaggiare gratis in cambio di articoli? No, thanks

  1. ciao,
    ti seguo da quando abito a venezia, ti ho trovata un pò per caso cercando di conoscere la città e mi sono imbattuto nei tuoi post!
    trovo interessante quello che hai scritto però il dubbio rimane soprattutto quando scrivi “Dal momento che il soggetto ospitante si aspetta una recensione da parte nostra, è probabile che faccia di tutto per rendere il nostro soggiorno piacevole e privo di inconveniente, ma sarebbe stato così se fossimo andati come clienti paganti? La nostra recensione, quindi, risulta attendibile?” ecco, se io organizzo un blog tour nel mio albergo per farmi pubblicità, per esempio, è logico che vi tratterò con i guanti di seta, altrimenti sarei un pazzo,affinchè tutto vada per il meglio e voi possiate scrivere una recensione più che positiva, offrendovi il meglio che posso (che prezzo avrà?? tutti se lo potranno permettere?!?!) come fai a non scrivere una recensione positiva? e non potresti comunque scriverla negativa perchè magari sei stata bene davvero… poi magari vado io che non sono nessuno e non ho un blog o sito e il trattamento è diverso… scusa il ragionamento contorto… spero di essermi spiegato!!! 🙂

    1. Ciao Andrea,
      innanzitutto grazie per il tuo commento, avere il punto di vista di uno che sta “dall’altra parte” fa sempre comodo. Il tuo punto di vista non è sbagliato, infatti lo scopo è proprio quello, il mio dubbio è rivolto più che altro a ciò che viene poi trasmesso ad un lettore, che si aspetta la limpidezza più assoluta. I miei sono solo dubbi posti su carta, non ho la risposta alle domande, infatti ne ho poste e sono contenta tu abbia preso al volo l’occasione per farmi sapere il tuo punto di vista!
      Ps: sei stato chiarissimo, nessun ragionamento contorto! 🙂

    2. Ciao Liz, io ho un piccolo blog ormai da alcuni anni, viaggio con mio marito e le bimbe per passione anche se mi piacerebbe diventasse qualcosa di più importante, non mi sono mai posta il problema di scrivere o non scrivere post in cambio di alloggio perché nessuno me lo ha mai offerto, sebbene in questo modo si spendano molto più soldi ma credo che le nostre recensioni siano più ” oneste” . Inoltre è troppo facile trovarsi bene in hotel a 4/5 stelle o family hotel pieni zeppi di servizi per bambini e per di più completamente spesati, ma quante famiglie potranno realmente permettersi questa spesa? Non sarebbe meglio cercare e parlare di soluzioni più economiche altrettanto valide ?altra cosa invece secondo me sono i blog tour, come dici tu ogni luogo ha qualcosa da offrire , sta in un bravo travelwithkids blogger saperlo cogliere!! Roberta

      1. Ciao Roberta, grazie per questo tuo commento, mostra una visione diversa del viaggiare che io ancora non ho provato non avendo figli. A me è successo che mi venisse proposto uno scambio del tipo “ti ospito e tu scrivi bene” oppure “ti offro il pranzo e tu scrivi bene”, ho sempre rifiutato, non perchè sia migliore degli altri ma perché il giorno che ho aperto questo piccolo blog ho fatto una promessa a me stessa: niente marchette. Amo potermi “vantare” (passami il termine) della mia onestà verso i lettori, è ciò per cui vengo apprezzata ed è il valore aggiunto che io cerco in chi mi legge. Per quanto riguarda le soluzioni economiche, sì sarebbe bello e doveroso che ci fossero specialmente per chi ha famiglia, sfortunatamente questa è solo una mia riflessione, non credo di essere in grado di fornire una soluzione 🙁
        A presto e in bocca al lupo per il tuo blog!

  2. Che bellezza scoprire di non essere soli in un pianeta alieno!!!

    Personalmente se iniziassi a pubblicare post su strutture turistiche di un certo livello e decantassi questo o quel tour, i miei (pochi) lettori penserebbero che sono impazzita. Non fa proprio per me, sostanzialmente perché non è il mio modo di viaggiare. Come dici tu, anche io credo che ci sia un occhio di riguardo verso un ospite che è lì per poi recensire il tale posto. La domanda che mi faccio sempre è: ma se ci andassi io, signor nessuno, troverei la stessa accoglienza? E questa domanda se la fanno anche tanti viaggiatori…

    Credo comunque che ci siano persone che lavorano con professionalità anche in questo settore, alcune di loro le conosco di persona. Ma nel calderone la maggioranza non mi convince affatto. Quindi nel dubbio preferisco non fidarmi troppo di recensioni figlie di blog tour.

    1. Cara Francesca sono d’accordo con te nel dire che non è giusto fare di tutta un’erba un fascio, ma purtroppo quando si apre una falla è anche facile che chi fino a quel momento si è comportato bene venga preso nel mezzo. Con ciò sono sicura che moltissimi blogger rispettano una certa etica nei loro post, ma credo che il dubbio al lettore venga in ogni caso, perchè il sospetto che sia una marchetta rimane, e parlo per me come lettrice prima e come blogger poi.

  3. è un argomento sul quale ho riflettuto anche io, piuttosto recentemente. La linea è sottile, e c’è chi lo fa bene e chi lo fa male (il blogtour e i relativi post successivi).
    Ti pongo un’altra domanda: davvero tutti i luoghi e le relative attrazioni sono meritevoli di essere promossi turisticamente?

    1. Claudia bella domanda, non credo di poter avere la risposta pronta, nel senso che penso che ogni luogo meriti di essere visto ma se mi parli di sponsorizzazione turistica avrei qualche dubbio..

    1. Ciao Donna con la valigia! Beh, che dire sono lusingata di averti ispirato (sono già andata a leggermi il tuo post, sappilo) e sono altrettanto contenta che lo abbia scritto piuttosto che “sprecare” righe qui, una riflessione come la tua aveva decisamente bisogno di più spazio. un saluto

  4. Ciao Liz, ti seguo da qualche tempo su Twitter e da lì sono finita in questo post. 🙂
    C’è una parte del tuo discorso che condivido totalmente, perché ogni volta che leggo dei tour per travel bloggers, nella mia regione (il Piemonte) o altrove, penso sempre che siano gite organizzate, in cui si dorme nell’albergo scelto dall’organizzatore, si mangia nel ristorante caro agli organizzatori, si visitano i Musei o gli imprenditori agricoli scelti da altri… alla fine viene da chiedermi ma “il pomeriggio libero” per far quello che voglio e vedere quello che voglio esiste?! Non ho mai apprezzato le gite organizzate, perché in viaggio adoro perdere tempo e distrarmi con una prospettiva inaspettata o al tavolino di un caffè a vedere i passanti, penso che, alla fine, non sia veramente tempo perso. Non ho l’impressione che i tour per bloggers lascino la libertà di perdere tempo e, soprattutto, di conoscere una località secondo i propri criteri… Sono più o meno nuova nel settore, magari cambierò idea, conoscendolo meglio, ma per ora sono piuttosto perplessa circa la loro utilità

    1. Ciao Laura, piacere mio di conoscerti e grazie per essere passata di qua lasciando il tuo pensiero I blog tour, per come li ho conosciuti io, in linea di massima, hanno questa tendenza a organizzare quasi tutto, anche per questioni di praticità, ciò non toglie che uno si trovi d’accordo o meno con questo modus operandi. Non ti dico di non provarli, come hai detto tu si può cambiare idea, anzi se ti capita l’occasione vai, prova e poi avrai gli elementi per trarne le tue conclusioni. 🙂 ciao cara

  5. Ciao Liz,

    Bel post ricco di interrogativi attuali e ‘scottanti’. É un punto su cui sto cominciando a riflettere non solo da un lato etico, ma anche di sostanza ed efficacia. Per ora ci penso poi forse troverò anch’io la mia risposta!
    Comunque complimenti per post e risolutezza!

    1. Ciao Francesco,
      grazie per i complimenti, la mia è stata una riflessione a voce alta, sono le domande che mi faccio vedendo certe cose. Il post è nato proprio per questo, per far pensare e per mettere al corrente i lettori che questa situazione esiste, anche se ho riscontrato che la diffindenza tra i lettori già c’è.
      Spero di leggere presto la tua “risposta” se mai ne scriverai, oppure spero tu la condivida con me anche per altre vie, il confronto è sempre fonte di ispirazione. 🙂

  6. Ehi Liz, ho avuto tempo solo ora di leggerti.
    Da quando abbiamo iniziato a parlarne a Rimini ho riflettuto anche io sull’argomento nonostante non abbia ricevuto richieste del genere. Io visito destinazioni e conseguentemente hotel gratuitamente da anni grazie al mio lavoro, nel mio blog inserisco anche le mie esperienze in educational (viaggi di lavoro) perchè ritengo che oltre al falso tripadvisor (un esempio dei tanti) , un agente di viaggi possa arricchirlo anche di esperienze vissute dai propri clienti e possa trasmettere quella veridicità che si trova raramente. Nessuno ovviamente mi obbliga a scrivere un articolo, sono io che valuto la cosa e decido…spero che questa “sottile” differenza venga recepita!
    Applausi per il post 🙂

  7. Ciao Liz, grazie per il tuo articolo.
    Io già a Gennaio avevo scritto un articolo definendo mi una “blogger lenta” e di quale sia l’utilizzo del mio blog. http://www.nuovi-turismi.com/slow-blog-e-limportanza-dei-piccoli-gesti/
    Premetto che lavoro nel campo della comunicazione digitale e del webmarketing turistico ma come dici giustamente, se non si viene pagata (anche su invito) io non intendo mai automatico un post sul blog. Anzi spesso lascio a “macerare” l’argomento è il luogo visitato per poi scriverci mettendo il mio punto di vista. Sono sincera e se posso e il tour interessa il mio core business accetto ai blog tour anche a costo 0. Sì perchè io sono più di una volta da un educazione o un press tour ci ho ricavato un lavoro dopo e ne faccio bagaglio di esperienza per il mio lavoro.
    Credo che sia anche una questione di autorevolezza dell’argomento trattato e professionalità da ambo i lati.
    Quindi chiudo dicendo che il blog tour è uno strumento di comunicazione che va inserito in un progetto più ampio e che spesso i primi a sbagliare per ignoranza del mezzo siano i committenti. Per maggiori info sapete dove trovarmi.

    1. Giustissimo anche il tuo punto di vista Silvia,
      tu comunque te ne occupi per lavoro, io scrivo di viaggi per pura e semplice passione, per lavoro scrivo di tutt’altro, sto cercando di tenere separate le due cose per poter risultare sempre limpida e sincera in quel che scrivo.
      Non credo ci sia nulla di male a prendere parte a dei blog tour, anche se non fanno decisamente per me, ma per chi invece si trova credo che basterebbe essere onesti con il lettore (nel qual caso se ne scriva un articolo) e precisare che fosse un blog tour e non un viaggio di piacere, che le attrazioni viste non sono state frutto della propria scelta e avanti così, non credi? Il lettore viene quindi messo davanti al fatto che è stato un viaggio “pagato” ed è in grado di valutarlo come meglio crede.

  8. Condanna a morte? Per fortuna siamo ancora in un Paese libero, dove esprimere opinioni (tra l’altro validissime) non è reato. 🙂 Concordo in pieno sul problema delle recensioni: quante ne ho lette che non sono affatto spontanee!!! Ma perchè ci dobbiamo sentire obbligati a comportarci come dei perfetti imbeccili per avere una notte in hotel gratis o una cena al ristorante? Scendere a patti con la propria morale e integrità perpoi ottenere cosa in cambio, esattamente? Un invito ad un blogtour o ad un evento. Che tristezza! 🙂 Io i viaggi preferisco sceglierli e se qualcosa va storto, mi voglio sentire libera di DIRE e RACCONTARE la realtà di come sono andate le cose.

    1. ciao Lucia,
      si beh, magari ci sono andata un po’ giù pesante, però insomma dai il senso penso si sia capito!
      A parte questa precisazione mi hai lasciato senza parole con il tuo commento, direi che hai espresso in poche parole l’intero testo… brava e grazie mille!

  9. Sto scoprendo un sacco di blogger che la pensano come me, evviva 🙂 dici di esserci andata giù pesante ma anche io non scherzo, ne ho parlato qua http://www.profumodifollia.it/2015/05/quello-che-un-blogger-non-dice.html

    Ti dico la verità: non ho mai partecipato ad un blog tour e ora mi è capitata l’occasione per viverne uno incentrato più che sull’hotel, sulle ricette tipiche di un territorio, una cosa che amo scoprire in tutti i posti che visito. All’inizio ho accettato, ma riflettendo su questa cosa della sincerità massima e dei viaggi indipendenti – cosa a cui tengo moltissimo – stavo pensando di riifutare. Alla fine sono giunta ad una conclusione: mi stanno dando modo di fare un’esperienza che forse potrei fare giusto con qualche cofanetto coi pacchetti completi, e mi stanno dando modo di scoprire un posto nuovo. Non mi hanno detto nulla sull’articolo che ho intenzione di scrivere. Se accetto non è detto che io non sia sincera sulle modalità del viaggio, anzi è proprio il contrario: proprio perchè si tratta di un argomento così delicato sarò sincera dall’inizio alla fine con chi mi legge e parlerò di quello che voglio nel modo che preferisco. Del resto è così che ho tirato su il mio blog: la mia sincerità a volte è quasi imbarazzante, ma lo faccio anche per far sorridere chi mi segue, perchè io stessa non riesco a prendermi troppo sul serio e sono fatta così. C’è anche un’altra possibilità: magari provo questo benedetto blog tour e capisco che non fa proprio per me. L’idea di condividere tutto in tempo reale senza riuscire a goderselo mi terrorizza e non credo che riuscirò a farlo. L’idea di esser trattata in modo diverso da chiunque altro non mi piace e fidati che me ne accorgo. In sostanza stavolta ci provo e vedo come va, se mi trovo bene, se i lettori apprezzano e se riesco a scrivere nel mio solito modo. Poi vedremo.

    Qualcuno mi ha detto che ci vuole coraggio a parlare male di qualcuno che ti ospita. Beh, se è così allora spiegami: che differenza c’è tra leggere una guida turistica sponsorizzata e leggere un blog? Nessuna. A me del blogger ospitato non me ne frega nulla, ma voglio leggere la verità e l’esperienza vera, non una favoletta.

    1. Non potrei essere più d’accordo con te cara, ho letto il tuo articolo è mi è piaciuto e lo condivido.
      Credo sia giusto provarlo un blog tour, perchè in questo modo hai gli strumenti per poter valutare se è una cosa che fa per te o no. Il fatto di viaggiare gratis attira le masse, ma è il prezzo da pagare dietro che è secondo me troppo alto.
      Il lettore da me si aspetta qualcosa per quello che sono, la faccia la mettiamo noi quando scriviamo e non chi ha organizzato il blog tour, non l’albergo che mi ha ospitato, ma noi che ne scriviamo.. ricordiamocelo.

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