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Se non mangi, viaggi solo a metà

se non mangi, vivi solo a metàQuando viaggio io devo assaggiare, sono convinta che se non si provano i piatti tipici del posto che si visita si perde una grossa fetta di conoscenza. Se non mangi, viaggi solo a metà insomma, o per lo meno questa è la mia filosofia, che assomiglia un po’ alla pubblicità dei Fonzie, ma tralasciamo.

SE NON MANGI…

Intanto se non si mangia la fine che si fa è solo una, e non è consigliabile ma, a parte questo, direi che mangiare è uno di quei piaceri della vita a cui non si può proprio rinunciare. Noi italiani però, col fatto che abbiamo la più buona e sana cucina del mondo – e sfido chiunque a contraddirmi – una volta che ci spostiamo all’estero rischiamo di rimanere spesso delusi. Siamo condannati ad avere un palato sopraffino, mettiamocela via.

Una delle cucine che preferisco, per esempio, è quella spagnola, forse perché si avvicina molto alla nostra, oltre al fatto che, specialmente nel mio caso, il così detto “tapear” ha moltissime cose in comune con il veneziano “giro per bacari“. L’Australia non si può dire che abbia una cucina, mettere l’avocado ovunque non necessariamente significa saper cucinare, ma in qualche modo è una loro particolarità, anche se sono convinta che lo mettano per le sue proprietà benefiche e non per il suo sapore.

…VIAGGI SOLO A METÀ

Ogni luogo, anche se ha dei piatti da fare schifo, ha una sua tradizione, è innegabile. Dall’India con i suoi scarafaggi in pastella alla Francia con la sua Nouvelle Cuisine, dai più grassi Street food americani sopra i quali ci hanno costruito una decina di programmi televisivi al tanto richiesto sushi giapponese, ma pensateci un attimo, andreste mai  all’estero per mangiare in un ristorante italiano? Io, personalmente, non ci penso proprio, a meno che non sia in forte astinenza di pizza, ma in questo caso si parla di viaggi veramente lunghi.

Non assaggiare la cucina locale è come viaggiare a metà, nel senso che viene a mancare una parte integrante della cultura del popolo che stai conoscendo. Si dice anche “dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”, non c’è niente di più vero! In viaggio non si deve far uso solamente del senso della vista, ma moltissimo anche del gusto. Magari non vi piacerà tutto, anzi quasi sicuramente, ma almeno ci avrete provato! Nonostante abbia vissuto in Australia per un po’, ancora non riesco a mangiare la Vegemite né sulle fette di pane tostato, né da qualsiasi altra parte, mentre ho apprezzato davvero molto la carne di canguro. Mentre ero in America mi sono disgustata per aver provato tutti i fast food possibili, ma un punto a favore degli States lo devo dare a Philadelphia con la sua Philly Cheesesteak che è una vera bomba calorica, ma non si può non assaggiarla!IMG_20140402_195557

La cultura e la bellezza di ogni paese, luogo e città in buona parte è data anche da ciò che troviamo a tavola, quindi, se fossi in voi, non mi fermerei all’obiettivo dello smartphone: il cibo si mangia, non si fotografa solamente!
Adesso due sono le cose, o vi ho fatto venir fame e voglia di viaggiare, oppure sono riuscita a far diventare quel “se non mangi, viaggi solo a metà” parte la vostra filosofia di vita.

Al diavolo i chili di troppo, io mangio eccome, viaggio un po’ meno ma si fa quel che si può,  e ne vado pure fiera!

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno. Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.

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