itinerario a venezia sulle orme di casanova
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Breve itinerario a piedi a Venezia sulle orme del Casanova

Durata del percorso (senza calcolare le soste nelle diverse attrazioni):

Passo secondo Google Maps: 34 minuti

Passo alla veneziana: 25 minuti

Km da percorrere: 2,7 km

Sicuramente il giovane seduttore veneziano ha sempre suscitato un certo interesse ed alcuni dei luoghi che usava frequentare esistono ancora, ma credo sia comunque suggestivo passare anche solo nelle calli dove lui stesso ha messo piede e chissà, magari proprio in una di queste si sarà girato ad ammiccare ad una delle sue sgnacchere.

itinerario a piedi a venezia sulle orme di casanovaLe donne conquistate da Casanova non erano di certo di scelte a caso, belle quasi sicuramente, ma come lui stesso scrive “Una donna bella ma stupida offre all’amante solo il godimento fisico della sua bellezza; una donna brutta ma intelligente, al contrario, può sedurre un uomo con la sua intelligenza al punto di non lasciargli nient’altro da desiderare.” Stupido sicuramente non era, anzi, anche perchè bisogna dire che tra massoneria, gioco d’azzardo, libertinaggio e lussuria la vita se l’è saputa godere, Piombi a parte.

Quindi ecco un itinerario a piedi a Venezia sulle orme del Casanova, circoscritto al Sestier di San Marco, altrimenti vi farei girare come trottole per giorni, che ho costruito prendendo libera ispirazione dalla mappa creata da Davide Busato, con il quale abbiamo realizzato il breve itinerario noir, sempre a Venezia.

PRIMA TAPPA: I PIOMBI

Penso che lo sappiano anche i muri che Casanova scappò dai Piombi (le prigioni veneziane nel sottotetto del Palazzo Ducale), quindi partirei da qui con il nostro itinerario a piedi a Venezia. Da Piazza San Marco, entrate a Palazzo Ducale, scegliendo di investire una ventina di euro si può prendere parte al percorso degli Itinerari Segreti, che tra le stanze nascoste mostra anche la cella dove Giacomo fu rinchiuso e da dove scappò.

SECONDA TAPPA: IL FLORIAN

Nessuno vi costringe ad entrare e a prendere un caffè a costo di 5 euro, ma se lo fate cercate di non lamentarvi, i prezzi del listino sono esposti e, poi, insomma, state bevendo un caffè nel più antico Caffè italiano, eh cavolo! Fu inaugurato nel 1720, cinque anni prima della nascita di Casanova, quindi era già ben avviato quando lui inziò a frequentarlo e a tessere le sue tele.

TERZA TAPPA: IL RIDOTTO

Venezia era famosa per essere una città viziosa, non certo solo dal lato dei servigi delle cortigiane, ma anche per il gioco d’azzardo e Casanova, di certo, non si tirava indietro. Lasciando il Caffè Florian ci dirigiamo in direzione Accademia, prendendo Salita S. Moisé, per poi infilarci in Calle Ridotto. Al civico 1362c’era, un tempo, una nota ed elegante casa da gioco, nota con il nome di Il Ridotto, frequentata anche da Andrea Memmo, nobile veneziano innamorato di Giustiniana Wayne, di cui sono famose le lettere. Nei ridotti (nome generico utilizzato per le case da gioco) non si giocava solamente d’azzardo, ma si chiacchierava e si beveva il caffè, insomma, per Giacomo era una sorta di paese dei balocchi. Nel novecento il locale venne distrutto.

QUARTA TAPPA: CAMPO SAN MOISE’

Ritornando su Salita S. Moisè proseguiamo sempre in direzione Accademia, arrivando in Campo San Moisè dove, un tempo, al posto dell’Hotel Bauer, sorgeva un casino che Casanova affittò dal suo proprietario Zuane Mocenigo.

QUINTA TAPPA: CALLE MALIPIERO

Proseguendo per Calle Larga XXII Marzo, seguiamo per Calle de le Ostreghe, imboccando poi Calle Zaguri e successivamente Calle de lo Spezier. Arrivati in Campo Santo Stefano, giriamo a destra, per poi prendere sulla sinistra Calle de le Botteghe, proseguire su Calle Crosera e girare poi a sinistra su Calle degli Orbi, percorrerla tutta fino ad arrivare in Calle Malipiero.

itinerario a piedi venezia sulle orme di casanovaSiamo arrivati, credetemi è più lungo dirla che farla, in questa calle, giusto al suo imbocco, una lastra di marmo ricorda la nascita del Casanova. Ebbene sì, qui Giacomo nacque e abitò fino al 1743, precisamente al terzo piano delle proprietà delle contessine Savorgnan.

SESTA TAPPA (FACOLTATIVA): RAMO DE LE CASE NOVE

La tappa è facoltativa perché non è esattamente sulla strada per la prossima, necessita una piccola deviazione e purtroppo della casa dove Casanova abitò non si conosce il civico (oppure io non sono riuscita a trovarlo), ma si trovava in Ramo de le Case Nove. Proseguendo in direzione Rialto (dobbiamo tornare indietro su Calle degli Orbi, girare a destra per Calle de le Botteghe e poi girare a sinistra per Campo San Samuele), una volta arrivati in Calle dei Campi, svoltiamo a destra per Calle de la Mandola, percorrerla fino a Calle de le Locande, arrivati qui si trova Ramo de le Case Nove, dove Giacomo alloggiò nel 1744, ma per breve periodo, dopo essere tornato dall’esilio.

 SETTIMA TAPPA: CAMPO DE LE BECARIE

sì, è vero, vi sto portando fuori dal Sestier di San Marco, ma solo per l’ultima tappa. Proseguire in direzione Rialto, basta seguire i cartelli e poi fare il ponte, la nostra ultima tappa è a pochi minuti da una delle maggiori attrazioni turistiche veneziane. Il nostro itinerario a piedi a Venezia sulle orme del Casanova finisce in un luogo che purtroppo esiste e non esiste. Mi spiego. Proseguendo dritti, lasciandoci il ponte di Rialto alle spalle, raggiungiamo Campo de le Becarie, dove ai tempi della Serenissima sorgeva una locanda chiamata Cantina do Spade, che al giorno d’oggi è il nome di uno dei locali in cui faccio spesso tappa durante i miei giri a bacari, ma che purtroppo non è quella “originale”. Non vi ho, però, fatto venire qui per niente, infatti, della locanda rimane ancora qualcosina: il camino. In Calle de le Beccarie, una volta arrivati, basta girare a sinistra, si vede ancora sul muro esterno, la forma del caminetto della locanda. Qui, in particolare, Casanova passò un sera a divertirsi con un suo amico e una donna sposata, il cui marito era stato ingannato dallo stesso Casanova, il quale gli aveva dato un appuntamento nei pressi delle Zattere o giù di lì. Niente male come scusa per concedersi “una cosa a tre”, o no?

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno. Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.

4 commenti

  • Danila

    Ciao Liz,
    ti confesso che tornare a Venezia è uno dei miei desideri più grandi!
    L’ho visitata che ero solo una bambina e non la ricordo quasi più.
    Sembra davvero divertente questo itinerario sulle orme di Casa Nova, se riuscirò a tornare a Venezia lo seguirò!

    Un bacio, Danila.

  • Travel upside down (@Vale_RosaMela)

    Sono stata a Venezia pochi giorni fa. L’ho trovata bellissima. Non capita spesso di innamorarsi di un posto a prima vista. Non c’ero mai stata e mi sono ripromessa di tornarci perché vorrei conoscere moooolto di più e fare itinerari tipo questo ^^ sto leggendo i tuoi articoli ed è molto più figo leggere informazioni su una città scritte da chi ci abita e ci ha passato una vita a scoprirla 🙂

    • Liz Au

      Niente di più vero, i così detti “local expert” servono proprio a questo, a far vivere una città in un modo diverso, non solo dal punto di vista turistico..

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