piccolo dizionario aeroportuale
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Passeggeri istruzioni per l’uso: piccolo dizionario aeroportuale

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Andare in aeroporto e prendere un aereo non è esattamente come andare dall’alimentari e ordinare un etto e mezzo di prosciutto cotto, ci sono certe terminologie specifiche che, spesso, vengono storpiate e creano un misunderstanding generale. Ancora non l’ho trovato in giro un dizionario aeroportuale, una sorta di manuale di istruzioni per l’uso, che possa mettere in chiaro che la registrazione al banco si chiama “check-in” e non “check-up” (quello si fa in ospedale) oppure check-out (quello lo si fa in albergo andando via).

piccolo dizionario aeroportuale

Tra addetti ai lavori e passeggeri italiani sembra si arrivi a parlare una lingua con pochi punti d’incontro, quindi, un piccolo dizionario aeroportuale ve lo fornisco io, giusto per non evitare di confondere la prenotazione con la carta d’imbarco, il bagaglio a mano con quello da stiva (sì, succede!) e così via.

PRIMA DEI CONTROLLI DI SICUREZZA

Bene, siamo in zona partenze, siamo pronti con la nostra valigia da spedire, cerchiamo il numero del nostro banco sul tabellone e ci prepariamo per fare il check-in.

FARE CHECK-IN (al banco):

piccolo dizionario aeroportualetPartiamo dal più facile, è una sorta di registrazione. Il passeggero arriva in aeroporto, si presenta dall’addetta con passaporto, valigia ed eventualmente prenotazione alla mano e “conferma” la sua presenza a bordo ricevendo la carta d’imbarco. Praticamente è come dire “ok, io ci sono e parto”, l’addetta prende atto e vi “conferma” sul volo. Le varianti check-up, check-out e simili esistono, ma fuori dall’aeroporto.

BANCO CHECK-IN:

Avete presente quella postazione dove l’addetta aeroportuale o la dipendente di compagnia vi aspetta con un sorriso a 45 denti come nelle pubblicità dei dentifrici? Ecco quello si chiama banco check-in, non sportello, non ufficio, non baracchino, al massimo vi concedo l’italiano banco accettazione, ma tutto il resto no!

CARTA D’IMBARCO:

dubbio scrittaMolte compagnie oggigiorno richiedono il check-in online, ma sia che si sia in formato elettronico che cartaceo, il suo nome non cambia: è la carta d’imbarco. Ricevuta, scontrino, foglietto... sappiate che se l’intenzione è di identificarla con uno di questo nomi, l’unica conseguenza è non essere capiti da chi di dovere. È fornita di codice a barre, per cui è anche facile da riconoscere, c’è sopra il vostro posto, l’orario d’imbarco, il vostro numero di prenotazione, la destinazione e il vostro nome. Si chiama “carta” perchè originariamente era solo di tipo cartaceo, e “d’imbarco” perchè vi permette l’accesso all’imbarco, cos’è l’imbarco? Ne parliamo nella sessione successiva.

Per approfondire: Come e perché fare il check-in online

PRENOTAZIONE:

Mi dispiace deludervi, ma la prenotazione NON è il vostro biglietto e non è nemmeno la vostra carta d’imbarco. Arrivare in aeroporto a check-in ormai chiuso, sventolando la prenotazione cercando di far valere i proprio diritti, dicendo “ma io ho il biglietto” non funzionerà. Per essere puntigliosi, quella che avete in mano è la prenotazione e non il biglietto vero e proprio, al giorno d’oggi, infatti, sono tutti elettronici, e in secondo luogo “No carta d’imbarco, no party”.

NUMERO DI PRENOTAZIONE:

Ogni prenotazione ha un codice alfanumerico (lettere+numeri) che la identifichi, anche se in aeroporto si è soliti presentarsi con il solo documento, è sempre meglio appuntarsi da qualche parte questo numeretto. Non è difficile, niente panico, guardando la prenotazione dovete cercare circa 6-7 lettere/numeri che apparentemente non hanno senso, quello è il vostro codice. Non chiedetevi perché, sappiate solo che è importante.

BAGAGLIO A MANO E DA STIVA:

bagaglio a manoCi si può arrivare per intuito, quello più piccolo dei due si può portare in cabina, l’altro va obbligatoriamente in stiva. Fino a qui nessun problema, una precisazione: il bagaglio a mano non si nasconde dietro le colonne, nei bagni, o lo si lascia alla nonna mentre si va a fare check-in, ma ce lo si porta SEMPRE dietro. Se non lo mostrate al check-in perchè pensate non ve lo facciano portare a bordo perchè troppo grande, state sicuri che vi beccano al Gate, con annessa penale da pagare. A voi la scelta.

DOPO I CONTROLLI DI SICUREZZA:

Se avete passato i controlli di sicurezza, significa che la prima fase pre-partenza è stata conclusa con successo. Bravi.

GATE: 

Esteticamente potrebbe assomigliare ad un banco check-in, con la differenza che dietro non ha un nastro trasportatore per le valigie, ma una porta, che, una volta superata vi farà raggiungere l’aeromobile. “Porta d’imbarco”, “uscita”, “cancello” sono tutti sinonimi di gate, all’italiana, quindi, siete autorizzati ad usarli, se la parola inglese non vi piace… magari evitate “cancello”, che è sì la traduzione letterale dall’inglese, ma, diciamolo, non si può sentire.

IMBARCO A FINGER O AD AUTOBUS:

piccolo dizionario aeoportualeQuesta è facile. L’imbarco è il momento in cui voi passeggeri avete esibito la vostra carta d’imbarco, con un documento d’identità, all’addetta aeroportuale e avete varcato quella famosa porta di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente. Se l’imbarco è detto a FINGER, significa che dalla porta che avete appena varcato, ci sarà un corridio da seguire che vi poterà direttamente sull’aereo, in caso di imbarco ad AUTOBUS, verrete portati al vostro aereo tramite bus. Facile ed indolore, lo step successivo è sedersi sul posto giusto. Potete farcela.

PORTA POSTERIORE, PORTA ANTERIORE:

Gli aerei hanno due porte, una posteriore ed una anteriore, se l’imbarco è a Finger verrà utilizzata solo la porta anteriore, in caso di imbarco ad Autobus verranno utilizzate entrambe. Vediamo di non complicarci la vita: se il vostro posto è dopo la fila 15 (indicativamente a metà dell’aeromobile) entrate dalla porta posteriore, se prima dalla porta anteriore, in questo modo si evitano spiacevoli e difficoltose gincane in corridoio.

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Liz

Liz

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno.
Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.
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