Perchè sono partita per l’Australia

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ricordi AustraliaCi sono momenti in cui mi manca l’Australia. Si, so benissimo di essere io l’autrice del post 5 motivi per non andare in Australia, ma ciò a cui mi riferisco non è tanto il luogo, quanto più l’esperienza fatta.

Perchè sono partita? Il motivo principale è stato per l’inglese, mi ero appena laureata e non volevo perdere la lingua non praticandola. Nel giro di nemmeno un mese avevo deciso e a Febbraio-Marzo già avevo in mano il biglietto per partire ad Ottobre.

A questo primo motivo poi se ne sono aggiunti altri.

LA VOGLIA DI FARE UN’ESPERIENZA DIVERSA

Io non sono mai andata in Erasmus con l’università, e questo per un semplice motivo: se già studiare mi dà la nausea non capisco perchè debba farlo anche all’estero. Ho sempre preferito vivermi i luoghi in cui sono stata come una del posto, con le fatiche e con le gioie della quotidianità. Magari il mio è un limite, ma nei miei viaggi ed esperienze all’estero non sono concepiti esami e libri di testo.

L’esperienza la volevo fare, ma come volevo io!

DIMOSTRARE A ME STESSA CHE POTEVO FARCELA

Sono sempre stata un tipo di persona a cui le cose piace conquistarsele. Chiamatemi masochista ma se non fatico un po’ per ottenere quello che voglio non me la godo a sufficienza. Andare dall’altra parte del mondo, senza un aggancio lì, con la consapevolezza che se non fossi riuscita a trovare lavoro nel giro di un paio di mesi, i soldi sarebbero finiti e sarei stata costretta a tornare con la coda tra le gambe, in un posto in cui non si parla la propria lingua madre – ok si parla l’inglese, però non è comunque una passeggiata – tutto questo era pura adrenalina, ed eccitazione e allo stesso tempo preoccupazione. Dovevo dimostrare a me stessa che potevo farcela, con le sole mie forze, a trovare lavoro, casa, riuscire a vivere dignitosamente e viaggiare per un mese e mezzo. E ce l’ho fatta.

ARRICCHIRMI…MMM O FORSE CAMBIARMI

Ogni viaggio lascia dentro di noi un ricordo, un segno, un cambiamento. Ogni viaggio ci arricchisce, ma un’esperienza così ti fa crescere e ti apre la mente. Quando sono tornata ero un’altra persona, gli amici ed i parenti se ne sono accorti. Mettersi a confronto con culture diverse, ma soprattutto sentirti tu lo straniero a casa d’altri ti aiuta a vedere le cose in modo diverso, in maniera più aperta se vogliamo, perchè ti porta a capire ed accettare cose che prima probabilmente nemmeno avevi mai considerato.
Possiamo chiamarlo “maturare”, ma forse non è nemmeno il termine più adatto, credo piuttosto che ci si arricchisca di cose che non possono essere comprate in un nessun modo. Basti pensare alle persone che hanno incrociato la mia strada in quel periodo, tantissime e di moltissimi stati diversi, ognuno con il suo modo diverso di affrontare la vita ed ognuno di loro ti lascia qualcosa, anche senza che tu te ne renda necessariamente conto.

…PERCHÈ CONSIGLIO QUESTO TIPO DI ESPERIENZA

airlie beach, AustraliaNon vi sto dicendo che dovete andare in Australia, sono diversi i paesi che offrono l’opportunità agli italiani di richiedere il Working Holiday Visa, ma se avete questa voglia di partire e provare a fare questa esperienza, mettete da parte i dubbi e buttatevi! Che vada bene o che vada male non è mai una perdita di tempo. Sappiatelo!

Per carità, è facile dire “compro il biglietto e vado in Australia”, non sapete quante volte l’ho sentito dire, ma tra il dire ed il fare c’è una bella differenza. Nel momento in cui compri il biglietto, solo in quell’istante realizzi, in parte, ciò che stai per fare, poi il giorno della partenza sarà il momento in cui dovrai fare i conti con la tua scelta, ed è lì che inizia l’avventura. Una volta saliti sull’aereo averete ben 20 ore per rendervi conto che non si può fare retromarcia, che sta succedendo davvero e che siete ad un passo da qualcosa che vi cambierà la vita. A me l’ha cambiata, molto.

Se siete dei codardi state a casa, se siete altezzosi non pensateci nemmeno, se amate i comfort non ci siamo proprio, ma se solo vi è saltata in mente l’idea di provarci, allora forse quel briciolo di pazzia che ogni tanto serve per fare certe cose in voi esiste.

Prendete al volo quel momento, custoditelo e coltivatelo, ma allo stesso tempo non pensateci troppo!

Liz

Liz

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno.
Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.
Liz

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2 thoughts on “Perchè sono partita per l’Australia

  1. “Sono sempre stata un tipo di persona a cui le cose piace conquistarsele. Chiamatemi masochista ma se non fatico un po’ per ottenere quello che voglio non me la godo a sufficienza”. Ti capisco alla grande!!

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