Washington d.c in a day

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L’avventura con l’ammiraglia continua, nel vero senso della parola perchè all’altezza di Baltimore, lungo la strada per raggiungere Washington, si accende una spia che ci costringe a fermarci al primo autonoleggio e cambiare auto.

Fortunatamente non ci hanno accollato nessun costo aggiuntivo, anche perchè avevamo già un budget limitato e una spesa non prevista ci avrebbe cambiato le carte in tavola.
Con il nuovo fuoristrada in un oretta circa raggiungiamo la capitale degli Stati Uniti, dove trovare un parcheggio non a pagamento è un terno al lotto e dunque l’unica alternativa possibile è quella di rassegnarci ad un parcheggio sorvegliato.
Washington D.C non si può certo paragonare alla nostra storica capitale, infatti come avevo detto nel precedente post, tutto o quasi tutta la storia americana è ben concentrata a Philadelphia e qui a Washington è rimasto ben poco.
 

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Il centro della capitale si snoda in pochi punti focali veramente importanti: la sede del Congresso, del senato e della Corte Suprema, la lunga camminata di circa 3 chilometri che da qui tocca il monumento dell’obelisco fino al monumento a Lincoln, e chi guarda i Simpson lo conosce bene! Ovviamente non è da dimenticare la Casa Bianca e i vari musei (gratuiti) presenti nella città.

Iniziamo il nostro giro turistico con il palazzo che ospita Congresso, Senato e Corte suprema, imponente, bianco e in tutta la sua fierezza guarda, a testa alta, negli occhi di Lincoln dalla parte opposta.
Sede del Congresso, Senato e della Corte Suprema
Decidiamo di fare un giro per il Museo Nazionale dell’Aria e dello Spazio, abbiamo scelto di dedicare a Washington un solo giorno e cerchiamo di vedere il più possibile e nel più breve tempo! Il museo è nato nel 1976 e narra un po’ la storia delle innovazioni in capo aerospaziale principalmente, con l’esposizione di tute da astronauti, foto dello spazio, ricostruzioni di navicelle e così via. L’ingresso è gratuito, come in tutti i musei della capitale e gli edifici politici (anche se visitabili solo in parte). Li vicino c’è anche il giardino botanico, ma è ora di pranzo e ci infiliamo nel primo fast food che troviamo, anche se dobbiamo scostarci un po’ dalla zona principale. Il cibo in America costa, ma solo quello sano, il cibo spazzatura costa poco e sazia, è per questo motivo che negli Usa c’è un tasso di obesità altissimo!
The Mall

Rifocillati ricominciamo a camminare, e se volete un consiglio non iniziate la camminata di tre chilometri subito dopo mangiato con il sole che picchia sulla testa, lo zaino che avevo sulle spalle ha pensato bene di scolorirsi e versare i suoi toni di azzurro sulla mia canottiera!

Monumento ai caduti della Seconda Guerra Mondiale

L’obelisco è la prima tappa della camminata, monumento eretto in memoria di George Washington, esso si affaccia sulla Reflecting pool, lunga piscina che costeggiandola porta fino al Lincoln Memoria. Tra l’obelisco e la piscina si innalza il Monumento ai Caduti della seconda guerra mondiale, il quale è composto da 56 pilastri, in 48 di questi sono incisi si nomi di tutti gli stati d’America, nei restanti troviamo: il Distretto di Columbia, le Samoa americane, il territorio delle Hawaii, Puerto Rico, il Guam, le isole Virgin americane e il Commonwealth delle Filippine.
 Il monumento a Lincoln si trova alla fine della passeggiata, la statua dell’ex presidente si trova all’interno e sono, inoltre, riportati due dei suoi discorsi più famosi.

Lincoln Memorial

Lincoln ti guarda dall’alto, e fa un certo effetto rimanere ai suoi piedi. Si dice che le mani del presidente siano state scolpite in modo da raffigurare le iniziali del suo nome nel linguaggio dei segni.

Usciti dal monumento sulla sinistra si apre una strada in discesa che ci accompagna fino al Vietnam Veterans Memorial Wall, un monumento ai caduti durante la guerra del Vietnam. Mano a mano che si scende lungo la parete (the wall appunto), dove sono incisi i nomi dei soldati caduti, l’altezza della stessa aumenta e così anche i nominativi. La disposizione a crescita esponenziale induce il visitatore a rendersi conto dell’effettivo numero di morti in Vietnam. La parte di granito nero lucido enfatizza il sentimento di dolore, soprattutto per gli americani che possono ritrovare tra i nomi qualche parente.

La Casa Bianca

Tornando verso l’auto, costeggiando the Mall nel suo lato sinistro, scorgiamo la Casa Bianca tra il verde. E’ bellissima. E’ visitabile gratuitamente solo in parte, ma ormai è tardi e noi dobbiamo ancora trovare un motel dove dormire!


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Liz

Liz

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno.
Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.
Liz

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