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5 modi per vedere Venezia dall’alto

Venezia è bella sotto ogni angolazione e non lo dico solo perchè ci sono nata, ma perchè riesce a stupirmi ogni giorno, anche percorrendo la stessa strada. Le sue calli, i suoi scorci nascosti, i suoi angoli verdi, i riflessi dei palazzi sul Canal Grande, tutto è magico, persino la biancheria stesa al sole tra un edificio e l’altro, ma Venezia vista dall’alto è un colpo d’occhio che non si dimentica.

Vedere Venezia dall’alto significa cambiare prospettiva, vedere la città da un altro punto di vista, capirne le dinamiche con sguardo un po’ distaccato, scovare piccole calli nascoste e osservare lo scorrere della vita da un punto insolito.

Dal campanile di San Marco

Piazza San Marco è uno dei punti più suggestivi di Venezia, d’altronde, veniva chiamata la sala da ballo più bella d’Europa, per un motivo. Qui si trovano le maggiori attrazioni della città: il Palazzo Ducale, la Basilica, la Torre dell’Orologio, le colonne di San Marco e San Todaro e se già è affascinante vista da terra, provate ad immaginare cosa debba essere dall’alto.

Magari farete un po’ di coda, ma comprate il biglietto per salire sul Campanile di San Marco e godetevi uno spettacolo che porterete dentro per sempre.

Devete sapere che, salendo sul Campanile di San Marco, vi troverete a più di 98 metri d’altezza e se la giornata è estremamente limpida, non vedrete solamente Venezia, ma anche le montagne!

Dal campanile di San Giorgio

Altro campanile, altra visuale. Sì, perché anche se il Campanile di San Giorgio si trova a poca distanza da quello di San Marco, regala una vista completamente diversa.

Quella di San Giorgio è, forse, l’isola più fotografata, proprio per la sua posizione: esattamente di fronte a Palazzo Ducale. Poche, però, sono le foto che ritraggono Venezia dall’isola, specie dall’alto del suo campanile.

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Certo, l’altezza non è da paragonare alla precedente, ma da qui potrete vedere bene le due colonne di San Todaro e San Marco, con al centro la Torre dell’Orologio con le sue 24 ore. Lo sapevate che il detto “ti faccio vedere io che ora è” deriva proprio dalla visione che avevano i condannati a morte della Torre dell’Orologio, mentre si trovavano tra le due colonne?

Se poi, da qui girate un po’ lo sguardo, vedrai la Basilica della Madonna della Salute da un’angolazione insolita, da dietro, e gli edifici di Punta della Dogana. Allungando un po’ la vista, vedrete anche la Giudecca e la famosa Chiesa del Redentore, molto cara ai veneziani.

Da un’altana

Il terzo modo che vi suggerisco, per vedere Venezia dall’alto, è un po’ più particolare: da un’altana.
Innanzitutto, forse, dovrei spiegarvi che cos’è un’altana, ma scommetto che se siete già stati a Venezia ne avrete viste molte e se non ci siete mai stati, magari ne avete sentito parlare. L’altana è un terrazzo, costruito su una base di assi di legno e che serviva per asciugare i panni, ma non solo, le donne veneziane, infatti, la utilizzavano anche per far asciugare una speciale tintura che veniva applicata per schiarire i capelli.

Sulle altane difficilmente troverete delle piante, non sono fatte per essere dei giardini pensili. Le altane sono private, e non sarà facile accedervi, a meno che non conosciate qualche veneziano, ma alcune strutture ricettive ne hanno una, per cui, se siete fortunati, potrete salirci.

In alternativa, mal che vada, ci sono anche le terrazze del Mulino Stucchi e dell’Hotel Danieli, dalle quali si può ammirare Venezia in tutta la sua maestosità, specie al crepuscolo, quando i colori si fanno pastello e sembra di vivere in un quadro Claude Monet.

Dalla scala Contarini della del Bovolo

Finalmente l’hanno aperta, dopo anni e anni di restauro, e per soli 5 euro è possibile salirci. La scala Contarini del Bovolo è unica nel suo genere, io, personalmente, la trovo di una bellezza disarmante, una sorta di piccola torre di Pisa veneziana, con un scala a chiocciola non troppo faticosa, che ti porta fino in cima, e ti mostra i tetti delle case veneziane.

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Raggiungerla non è così immediato, fa parte di quella Venezia un po’ nascosta non proprio sulle strade più turistiche, ma una volta arrivati in Campo Manin, basta prendere una calletta stretta a fianco alla Veneto Banca e ci siete.

Ho scoperto, tramite Wikipedia, che da qui il litografo Wilhelm Tempel ha scoperto la cometa C/1859 G1, nel 1859.

Da qui si vede il Campanile di San Marco con le cupole della Basilica che fanno capolino alla sua sinistra, e più a destra, la Basilica della Madonna della Salute.

Dal Fondaco dei Tedeschi

La vista da quassù è una delle più belle, il Fondaco dei Tedeschi (Fontego dei Tedeschi) si trova poco dietro il Ponte di Rialto, proprio dove il Canal Grande fa la curva più fotografata del mondo. Dalla terrazza di questo palazzo, originariamente punto d’approdo per i mercanti provenienti da Norimberga, Judenburg e Augusta, si gode di una vista a 360 gradi su Venezia.

Da qui ho potuto vedere San Marco, la Basilica di San Pietro e Paolo, La Madonna dell’Orto e i Frari. Una vista che non dimentichi, che riempie gli occhi di così tante meraviglie, che si fa fatica a realizzare quanto questa sia città sia bellissima e unica al mondo.

L’ingresso è gratuito, ma bisogna ritirare un biglietto nel corridoio appena fuori dagli ascensori, qui vi verrà assegnato un orario, che sarà quello in cui potrete avere accesso alla terrazza.

 

Non fate l’errore di pensare che Venezia, vista da uno di questi punti, vi dia la stessa emozione che può darvi dal finestrino di un aereo, magari da lì potrete scorgerne la sua forma a pesce, indubbiamente affascinante, il colore argenteo che assume l’acqua d’estate, quando il sole sta andando a dormire, ma vi mancherà la visione di una città che è stata grande nei secoli, di una città che sembra aver fermato l’orologio e che si è conservata così, nella sua unicità.

Dai campanili conoscerete una Venezia labirintica, intricata, misteriosa e ricca di angoli nascosti, ma dalle altane potrete vedere una Venezia più intima, più vicina, più quotidiana, fatta di mezzi volti che si scorgono tra le persiane di finestre semi aperte, di bambini che giocano nei campi e di nonne a spasso per i ponti con il carrello della spesa, il tutto con una leggera brezza che ti scompiglia i capelli.

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno. Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.

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