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Venezia nascosta: i dettagli che sorprendono

Nonostante passino gli anni, Venezia è in grado di sorprendermi sempre, con i suoi angoli poco conosciuti, le sue corti incastonate tra un rate intricata di calli e il suo passato così presente. Ogni giorno, un pezzetto di Venezia nascosta si rivela a chi la sa scoprire, basta stare attenti ai dettagli, non ficcare il naso dentro la mappa, lasciarsi guidare dai propri passi, senza per forza seguire un itinerario pre-impostato.
Se avete intenzione di passare solo 2 giorni a Venezia, sarà un po’ difficile conciliare tutto, ma potreste comunque incappare in uno di questi luoghi particolari, anche solo per caso, oppure, trovarvi nelle vicinanze, insomma, magari teneteli presente in ogni caso.

Per chi invece Venezia un po’ già la conosce, ecco qualche spunto per arricchire il vostro prossimo viaggio.

Per approfondire: Cosa vedere a Venezia di particolare

Corte Morosina

Ci troviamo nei pressi di Campo San Bartolomeo, ai piedi del Ponte di Rialto. Proseguendo in direzione Strada Nuova, imboccando la Salizada San Giovanni Crisostomo, all’altezza della Chiesa omonima, girate a sinistra e poi subito a sinistra, seguite la calle, fino in fondo, e arriverete a Corte Morosina, ma prima di entrare ad ammirarla, fermatevi ad osservare la parte superiore del sotto-portico d’ingresso.

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Qui in alto sono raffigurati un elmo e uno scudo, in ricordo di un cavaliere, che venne tradito dal nobile Morosini e da quella che credeva essere sua sorella di lui. Il cavaliere aveva conosciuto Morosini sulla nave, il quale, una volta a Venezia si offri di presentarle la sua bellissima amante, spacciandola per sua sorella. La ragazza ammaliò il cavaliere, che le rivelò di aver nascosto all’interno dell’elsa della spada una reliquia, che voleva donar a Colonia, la sua città: un pezzetto di legno proveniente dalla croce di Cristo.

Il mattino dopo aver rivelato il suo segreto il cavaliere scoprì che la reliquia era sparita, gli erano rimasti la spada senza elsa, lo scudo, l’elmo e il suo dolore. Non si seppe più nulla di lui, tutto ciò che rimane è questo portico e la leggenda che narra che il suo spirito vaghi ancora per queste calli alla ricerca dei traditori.

Chiesa della Maddalena 

Una chiesa costruita con secondo le dottrine della massoneria. Ci troviamo in Strada Nuova, direzione San Marco, la troverete sulla vostra destra, poco prima della Vecia Carbonera (bacaro che per altro non vi consiglio, per via della gran maleducazione da parte del ragazzo dietro il bancone e del suo pessimo spritz).

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Purtroppo questa loggia massonica non è visitabile, ma già dall’esterno si possono scorgere un paio di dettagli interessanti. All’interno del timpano sulla facciata, si può distintamente vedere il simbolo tipico della massoneria: una piramide, contornata da un cerchio, con dentro l’occhio onniveggente, con sotto la scritta “Sapientia aedificavit sibi domum” (la sapienza ha costruito la sua casa).

Sul retro della chiesa, invece, c’è una porticina sormontata da un piccolo timpano, per entrarci bisognerebbe accucciarsi… che la sua ridotta dimensione sia direttamente connessa con i riti di iniziazione massonica, dove l’iniziato doveva presentarsi umilmente per essere accolto?

Ponte delle tette

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Di questo ponte ve ne ho già parlato nell’articolo sulla prostituzione a Venezia, ma parlando di Venezia nascosta, era impossibile non citarlo. Questo piccolo ponte, si trova nel Sestier di Santa Croce, nella zona delle Carampane, il suo nome lo deve proprio alle abitanti di questi palazzi, prostitute che, per attirare la clientela, mostravano le proprie grazie alle finestre.

Palazzo Albrizzi

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Dal Ponte delle Tette, si può anche scorgere un’altra particolarità: il ponte di Palazzo Albrizzi. Non è un ponte come tutti gli altri, piuttosto lo definirei una passerella, che collega il palazzo al suo giardino privato, che si trova dall’altra parte del canale. La famiglia Albrizzi, per facilitare l’accesso al giardino, fece costruire questa passerella sospesa, a loro uso privato. Girando Venezia in Kayak è anche possibile scorgere un pezzetto di questo meraviglioso giardino privato.

Palazzo Vendramin Calergi 

Famoso per essere l’attuale Casinò di Venezia, il Palazzo Vendramin Calergi, oltre ad ospitare la casa di Wagner, sulla sua facciata riporta un’iscrizione che dà da pensare: No Nobis Domine (“non a noi Signore”).

C’è chi riconduce questa scritta ai templari e alla loro nobile causa, quella di combattere nel nome di Dio, ma la versione più vicina alla realtà coinvolge i fratelli Grimani, precedenti proprietari del palazzo rispetto alla famiglia Vendramin Calergi. I fratelli Grimani usavano circondarsi di persone senza scrupoli, poco di buono pronti a uccidere chi gli avrebbe messo i bastoni tra le ruote, sembra, quindi, che i Vendramin Calergi abbiano fatto incidere questa scritta per dissociarsi pubblicamente dalla cattiva fama dei due fratelli.

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Cripta della Chiesa di San Zaccaria 

Questa l’ho scoperta di recente, visitando per caso la Chiesa di San Zaccaria, a pochi passi da Piazza San Marco. La chiesa di per sé è spettacolare, con dei di pinti di Palma il Vecchio, del Bellini e altri pittori minori, le cupole completamente affrescate, questa atmosfera silenziosa e solenne, degna di una chiesa dove il Doge era solito recarsi a Pasqua, come testimoniano le sedie dorate conservate nella Cappella di Sant’Atanasio, al suo interno.

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Pagando un biglietto di 1,50 euro si può accedere non solo alla cappella appena citata, ma anche a quella di San Tarasio, dalla quale, poi, si accede alla cripta. Quando l’ho visitata era sommersa da qualche centimetro di acqua, che però l’hanno resa ancora più suggestiva. La cripta è molto piccola, con volte a crociera e un piccolo altare nel centro.

La vecia del Morter 

Mia mamma mi ha raccontato la storia della Vecia del Morter – vecchia del mortaio – fin da quando ero piccola, pensate che, questa anziana signora, divenne famosa per la sua sbadataggine. Il 15 giugno 1310, Bajamonte Tiepolo aveva ben pensato di rivoltarsi contro la Serenissima, in Calle dei Ferri doveva consumarsi lo scontro con il Doge Grandenigo e i suoi uomini, ma per il povero Bajamonte, evidentemente, non era giornata. A causa del forte trambusto e dalle grida della gente, “la vecchia del mortaio” si affacciò alla finestra e urtò il mortaio appoggiato sul balcone, che cadde giusto in testa a Bajamonte Tiepolo, che morì sul colpo.

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Secondo quanto scritto dal Cicogna

Questa donna, che alcuni voglion di cognome Rossi e di nome Giustina, ma che in uno strumentio vitalizio veggo nominata Lucia, fu chiamata dal doge Gradenigo che voleva premiarla; al quale essa altro non domandò se non dipoter esporre nel dì di San Vito e in ogni solenne giorno della città a quella finestra, donde precipitò il mortaio, uno stendardo o bandiera, collo stemma di San Marco; e che i Procuratori di San Marco non potessero accrescere la pigione della casa da essa abitata, né a lei, né a’ suoi discendenti; e le venne ogni cosa accordata.

In Calle dei Fabbri, all’altezza del Sottoportico del Cappello, in onore delle sue nobili gesta, anche se accidentali, è stata posta una scultura con le sembianze di un’anziana con un mortaio.

Intrigante questa Venezia nascosta, no?

Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno. Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.

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