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Italia

Cosa fare a Levanto e cose vedere: mini-guida di un piccolo paradiso

Levanto è un piccolo gioiello, abbracciato da due scogliere, che danno vita alla sua piccola baia. Levanto è un piccolo comune della Liguria, ma che, al contrario di ciò che si possa pensare, è attivo e ricco di cose da fare, da vedere e anche da mangiare!

Tornare a Levanto dopo due anni è stato bello. Già in auto, quando la strada comincia a scendere, tra i paesi di Montale e Casella, scorgevo quel triangolo di mare che ci avrebbe ospitato per qualche giorno. Fermarsi e scattare una foto dall’alto è stato d’obbligo.

Mi sono fermata a Levanto per un weekend, grazie all’invito di VisitLevanto, che si occupa della promozione del territorio con una passione contagiosa, che ti fa amare questo piccolo paese in poche ore.

L’idea che Levanto sia un comune piccolo e leggermente fuori dalle famose Cinque Terre, di primo impatto, potrebbe farvi pensare che non meriti una visita e tanto meno un pernotto, in realtà, questa piccola cittadina è ricca di storia, di tradizioni e di gente che ama la propria terra a tal punto, da sapervelo comunicare solo con un sorriso.

Cosa fare a Levanto e cosa vedere

I miei giorni a Levanto sono stati ricchi di attività, compreso l’enorme sforzo di portare la forchetta, traboccante di trofie al pesto, alla bocca. Scherzi a parte, cose da fare a Levanto ce ne sono più di quanto io potessi immaginare, ma soprattutto, non avrei mai pensato di provare per la prima volta la bici elettrica e sentirmi una sportiva mancata, su per i borghi retrostanti Levanto.

In giro con E-bikein per la valle di Levanto

Io non sono una gran sportiva e se faccio dello sport, di certo non vado in bicicletta, ma questa volta ho voluto sfidarmi, con la certezza che mi sarei, sicuramente, fatta un paio di risate. Grazie a E-bikein ho potuto provare, per la prima volta, la bicicletta elettrica, una bicicletta con la pedalata assistita, che durante il tragitto ti alleggerisce lo sforzo.

Prima di partire, Irene, mi ha spiegato per filo e per segno come utilizzare i vari comandi della bicicletta (marce incluse, che non si sa mai) e variare il grado di intensità dell’aiuto alla pedalata. Poi, è arrivato il momento di partire per scoprire la valle di Levanto.

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Da Levanto si parte subito in salita, passando per Le Ghiare, Pastine (che si legge con l’accento sulla “a” e non sulla “i”), Lerici, Vignana, Dosso (e qui trovate dei dossi per davvero), Groppo, Lavaggiorosso e Lizza (qui era come se mi sentissi un po’ a casa, visto il nome del paese).

Mi sono sentita invincibile, pedalavo in salita senza fare troppa fatica e mi sentivo orgogliosa di riuscire ad arrivare così in alto. Le e-bike, secondo me, sono un’invenzione fantastica per chi vuole sentirsi uno sportivo per un giorno, raggiungendo zone che, altrimenti non si visiterebbero, se non passando in auto.

Poco prima di raggiungere Dosso, il percorso arriva al suo apice, regalando uno spettacolo di colori che non dimenticherò mai. Il tramonto visto da qui è qualcosa di irreale, sembra uno di quei disegni sui libri di fiabe, che parlano di luoghi nascosti ed incantanti. La foto purtroppo, non rende.

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Imparare i segreti del pesto alla genovese

Quando mi hanno proposto di fare un corso per imparare a fare il pesto alla genovese, non ho saputo dire di no. Premetto che non sono un asso in cucina, di contro, sono un’ottima e valida assaggiatrice.

Il corso ha avuto luogo presso La Nicchia Pest…ifera, un piccolo negozio in Corso Italia, dove Monia insegna i segreti di una tradizione di famiglia, legata al pesto alla genovese.

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Fare il pesto non è difficile, il segreto è negli ingredienti, che devono essere di qualità, come il basilico di Prà, i pinoli di Pisa e il formaggio grana stagionato 36 mesi.

La parte migliore del corso è l’assaggio. Prima di cominciare il corso, Monia vi farà assaggiare il loro pesto confezionato, da un gusto già buonissimo, poi, passerete all’assaggio del suo pesto fresco, per percepire le differenze tra due pesti fatti utilizzando gli stessi ingredienti, ma preparati uno manualmente e uno industrialmente. Infine, potrete assaggiare il presto fatto da voi e riempirvi di orgoglio, perché sicuramente verrà un pesto strabiliante.

Passeggiare lungo la strada che da Levanto va a Monterosso

Il percorso che da Levanto porta a Monterosso è semplice, con un po’ di salita all’inizio, ma poi la passeggiata si fa più piacevole e meno faticosa. La camminata dura poco meno di due ore ed è ricca di scorci meravigliosi sulla baia di Levanto e dintorni.

Fare il tour storico della città

Io, devo dire, sono stata davvero molto fortunata, perché il tour storico della città di Levanto, l’ho fatto durante il DeGustibus, un evento annuale che si propone di coniugare storia e cibo tipico, con lo scopo di scoprire la città senza il rischio di annoiarsi.

La storia di Levanto è affascinante, basti pensare al fatto che fu un punto importante per il commercio della Repubblica Marinara di Genova, che l’acqua arrivava fino alla loggia (tutt’ora esistente), ma che ancora prima di questi avvenimenti, l’iniziale insediamento della città era nell’entro terra.

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Durante il tour passerete per Via Garibaldi, la strada più bella di Levanto, con i palazzi in pieno stile genovese, vedrete la facciata della prima chiesa della città, la Madonna della Costa, la chiesa di San Giorgio, cara a i levantesi. Vedrete il Castello di Levanto, dimora privata che talvolta apre ai visitatori, e la torre dell’orologio, aperta al pubblico da quest’anno.

Dove mangiare a Levanto

Per mangiare a Levanto vi consiglio un paio di posti, che mi sono particolarmente piaciuti. Il primo è il ristorante pizzeria Igea, all’interno del Campeggio Acqua dolce, dove ho mangiato dei pansotti in salsa di noci che erano la fine del mondo.

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Il secondo, invece, è l’Osteria Tumelin, dove mi sono concessa una cena di pesce con i fiocchi e un bel piatto di trofie al pesto e patate. Il piatto che qui vi consiglio più di tutti è l’antipasto Tumelin, un’infinità di piatti di pesce crudo e cotto da leccarsi i baffi.

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L’antipasto comprendeva: cozze gratinate, insalata russa, pesca spada affumicato, insalata di polpo, alici sotto sale e alici in aceto e limone, tonno affumicato e cappelunghe gratinate. Consiglio anche il carpaccio di polpo, davvero squisito.

Dove dormire a Levanto

Vi voglio consigliare due posti dove dormire a Levanto. Il primo è un ostello, in pieno centro, ricavato da un ex ospedale, sfruttando parte dell’antica cinta muraria, il secondo è un piccolo e grazioso hotel, gestito da una blogger come me, che ama la sua terra in modo viscerale.

Il primo è l’Ospitalia del Mare, un ostello semplice con tutto il necessario. Le stanze private sono un po’ da mettere a posto, ma sono previsti dei lavori di ristrutturazione, e visto il personale che ci lavora, sono convinta che faranno un ottimo lavoro, valorizzando ancora di più l’edificio.

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Le camerate, invece, le ho trovate migliori. Io dormivo in un dormitorio da 6, con bagno privato. La stanza era molto ampia, ogni posto letto aveva a disposizione un’anta di un armadio, che poteva essere fermata da un lucchetto, e una sedia dove appoggiare i vestiti. Il bagno era estremamente pulito e grande.

La posizione dell’ostello è perfetta, nel cuore del centro storico di Levanto e a pochi passi da due posti dove mangiare che vi ho consigliato.

L’albergo che vi consiglio, invece, è l’Oasi Hotel, di Silvia. Un grazioso alberghetto dove fare colazione è un vizio, dove Atena, il cane-mascotte, ti accoglie con il suo fare baldanzoso e la richiesta di una carezza, prima di salire in camera.

Silvia è un’amica, ma non sono di parte se vi dico che lei, come i suoi dipendenti, è di una gentilezza e disponibilità unica.

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Ciao, io sono Elisa Pasqualetto, ma tutti ormai mi chiamano Liz. Sono nata a Venezia, anche se le voci dicono che non ci viva più nessuno. Nella vita lavoro freelance come Social Media Manager e Copywriter, mentre questo blog è solo una finestra sulla mia più grande passione: il viaggio.

Un commento

  • Valerio

    Articolo interessante.
    Due piccole precisazioni:
    la chiesa della Madonna della Costa è una ex chiesa e la Chiesa di San Giorgio è in realtà l’Oratorio di San Giacomo.
    Grazie anticipato per le correzioni

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